Due morti a Venezia. Tempesta si abbatte sulla città lagunare. Acqua alta record e danni ingenti, anche alla Basilica. Zaia: “Devastazione apocalittica e totale”

dalla Redazione
Cronaca

Un anziano di 78 anni è morto fulminato nell’isola di Pellestrina, una delle lingue di terra che dividono Venezia dal mare. E’ successo mentre sulla laguna imperversava la tempesta di vento e pioggia che ha causato l’acqua alta eccezionale nella città (tra i 140 e i 187 centimetri). A provocare la morte dell’anziano sarebbe stato un corto circuito elettrico innescato dalla marea che gli è entrata in casa. Ed un secondo abitante dell’isola è stato trovato morto anche lui in casa. Probabilmente è deceduto per cause naturali.

L’acqua alta eccezionale potrebbe avere provocato gravi danni anche alla Basilica di San Marco. La cripta, a quanto si è appreso, è stata sommersa e dentro la Basilica, nel momento di picco di marea, si misuravano dalla pavimentazione circa 110 centimetri di acqua. La marea, nel corso della scorsa notte, ha raggiunto i 187 centimetri. I Vigili del fuoco hanno effettuato oltre 250 interventi, 100 gli uomini impiegati per allagamenti e messa in sicurezza di imbarcazioni che hanno rotto gli ormeggi.

“Abbiamo davanti una devastazione apocalittica e totale, ma non esagero con le parole, l’80% delle città è sott’acqua, danni inimmaginabili, paurosi” ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia. “La situazione è drammatica – ha aggiunto il presidente della Regione – e non facile da gestire. C’è la massima attenzione per la pericolosità e l’incolumità dei cittadini. Il Mose è realizzato al 99%, non so se funzionerà, ma abbiamo la certezza che comunque Piazza San Marco non sarà messa in sicurezza ma tutto il resto sì, ma a tutt’oggi il Mose non c’è e Venezia è sott’acqua”.

Dopo il picco straordinario di marea da 187 centimetri che questa notte ha colpito Venezia, l’Amministrazione comunale presenterà richiesta di stato di crisi alla Regione Veneto, ai fini della successiva dichiarazione dello stato di emergenza da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. A tal fine, alle 12, il presidente Zaia, il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e il Direttore del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Angelo Borrelli, terranno una conferenza stampa nella sala operativa della Protezione civile regionale in via Paolucci a Marghera. “E’ un disastro annunciato. Ci sono danni incalcolabili – ha detto a Skytg24 il sindaco Brugnaro -, ad abitazioni e negozi, oltre ai monumenti e alle opere d’arte. Per fortuna abbiamo un piano di sicurezza rigoroso, che sta funzionando. Tutti i cittadini e le imprese raccolgano materiale utile a dimostrare i danni subiti con fotografie, video, documenti o altro nei prossimi giorni comunicheremo le modalità precise per la richiesta di contributo”.

La Regione ha attivato l’Unità di Crisi della Protezione Civile. Nella sala operativa regionale dalla notte scorsa sono operativi l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin e il direttore della Protezione Regionale, Luca Soppelsa. Si stanno monitorando i danni provocati dall’eccezionale acqua alta, con gravissime ripercussioni sull’intera laguna, ma si segnalano anche condizioni di allarme sull’intera costiera veneta mentre preoccupa la situazione di alcuni fiumi, in particolare il Piave, perché il mare non riceve. Attivati i collegamenti con il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale e con il Comando nazionale dei Vigili del Fuoco.

“Ho sentito il governatore Zaia – ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini -, ci sarà un incontro alle 12 con Vigili del fuoco e Protezione civile perché è attesa un’altra ondata di alta marea. Ci sono mezzo miliardo di danni, il Mose per mettere in sicurezza gran parte della citta è sostanzialmente pronto, occorrono 100 milioni per metterlo in funzione e andrò in Senato per presentare un emendamento per farlo”.

“Se questi 100 milioni mettono in sicurezza Venezia – ha aggiunto -, che dobbiamo lasciare ai nostri nipoti, come Lega presenteremo questa proposta. C’è un piano di messa in sicurezza del Paese che non viene preso in considerazione da questa manovra economica. Un patrimonio dell’umanità che il governo non può ignorare: per i danni provocati dal maltempo a Venezia si utilizzi subito uno dei tre miliardi che il governo vorrebbe regalare a chi paga con bancomat o carta di credito”.