Due settimane per capire se le misure produrranno effetti. Rezza: “Il dato del sovraccarico ospedaliero rimane il problema maggiore”

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“L’apparente tendenza alla riduzione dell’Rt, con 1,4, sta a significare che evidentemente c’è una tendenza alla diminuzione della trasmissione nel Paese”. E’ quanto ha detto il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, nel corso della conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio delle Regioni della Cabina di Regia e sulla situazione epidemiologica.

“Si tratta dell’indicatore più precoce che abbiamo. Questa tendenza – ha aggiunto -, se confermata, nelle prossime settimane potrebbe essere conseguenza dei provvedimenti che sono stati adottati sia su scala nazionale che regionale”. La “tendenza positiva ci viene suggerita dalla descalation di alcune regioni che avevano un alto Rt, e che globalmente è un po’ diminuito”. “Si tratta – ha detto ancora Rezza – di un dato che ci fa ben sperare, ma dobbiamo stare attenti alle prossime settimane, anche perché il dato del sovraccarico ospedaliero rimane il problema maggiore”.

“I ricoveri in terapia intensiva – ha aggiunto – sono aumentati notevolmente considerando i dati fino all’8 novembre. Una volta che una regione, dopo un escalation di casi, arriva in una certa fascia, per evidenziare la decrescita c’è bisogno di due settimane. Le fluttuazioni vanno analizzate nel medio termine. In caso di escalation, invece, le misure restrittive vanno prese subito”.

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