Le dimissioni di Durigon chieste dal M5s dopo il video: “Quello che fa le indagini sulla Lega lo abbiamo messo noi…”

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La frase con cui il sottosegretario al Mef in quota Lega, Claudio Durigon, ripreso con una telecamera nascosta nell’ambito di una video inchiesta di Fanpage.it fa riferimento alla vicenda dei 49 milioni confiscati alla Lega dalla procura di Genova non lascia adito a dubbi. “Quello che indaga della Guardia di Finanza, il generale lo abbiamo messo noi…”. E scatena, come prevedibile, la reazione da parte delle forze politiche: i Cinque Stelle, in particolare, ne chiedono a gran voce le dimissioni.

Le dimissioni di Durigon chieste dal M5s dopo il video: “Quello che fa le indagini sulla Lega lo abbiamo messo noi…”

È l’ex ministro Danilo Toninelli a diffondere per primo una nota in cui chiede la testa dell’ex sindacalista Ugl, uomo di punta del partito di Matteo Salvini. “Non può più rappresentare il governo italiano. In attesa che possa intervenire anche la magistratura, già oggi possiamo dire che il nostro principio costituzionale di ‘disciplina ed onore’ che un rappresentante delle istituzioni come lui deve seguire sia venuto meno. Questo basta e avanza perché Durigon si dimetta dal delicato quanto importante ruolo di sottosegretario all’Economia”.

Sulla stessa linea anche il leader di Azione Carlo Calenda che a Otto e mezzo su La7 afferma perentorio: “Durigon deve dimettersi e se non lo fa, va cacciato dal governo perché quello che è successo è un fatto gravissimo. Non c’entrano nulla i 5 Stelle con questa vicenda come dice Salvini, va messo alla porta nel più breve tempo possibile”. Il riferimento dell’ex ministro dello Sviluppo economico, che certo non può essere tacciato di simpatie grilline, è al fatto che il leader della lega, per difendere il suo sottosegretario abbia tirato in ballo la vicenda del figlio del garante del M5S Beppe Grillo. “La vicenda di Durigon è surreale, penso che i cinque stelle vogliano coprire i problemi di Grillo’’.

E aggiunge: “Sarò onorato di essere in piazza con l’Ugl il primo maggio”. Del resto non è un segreto che Durigon sia un fedelissimo di Salvini, ha strutturato la Lega nel Lazio e su di lui il partito punta alla presidenza della Regione. Ma se non esplicitamente di dimissioni, richieste di chiarimenti arrivano anche dal Pd, con Walter Verini. “Su queste cose, al di là dei fatti di cui si parla, non può esserci alcuna ombra circa la totale assoluta autonomia e indipendenza di chi è chiamato a svolgere indagini o a emettere giudizi. Sono affermazioni che necessitano di un immediato chiarimento da parte dell’interessato e dallo stesso ministro dell’Economia”.

Le frasi shock: i 5S chiedono la testa del sottosegretario al Mef

Anche il deputato pentastellato Eugenio Saitta chiede in Aula che il titolare del dicastero di Via XX Settembre, Daniele Franco, riferisca sulle dichiarazioni di Durigon. Scatenando la reazione stizzita del collega leghista Edoardo Ziello (“Pensate a quello che ha detto la sottosegretaria Macina”). E innescando una bagarre, con i commessi costretti ad intervenire. Intanto, da fonti parlamentari si apprende che Alternativa c’è, formazione che raggruppa ex del M5S, è al lavoro per presentare alla Camera una mozione di revoca nei confronti dell’esponente leghista che fa sapere di essere “tranquillissimo”. Mentre da fonti del suo partito trapela che “è al lavoro”. E ha già presentato dieci querele.

E anche il leader di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni annuncia un’interrogazione parlamentare “perché il governo risponda alle troppe pagine oscure in questa vicenda”. Vicenda sulla quale intervengono anche il procuratore aggiunto di Milano Eugenio Fusco e il pm Stefano Civardi, titolari del fascicolo sui fondi del Carroccio. “Piena fiducia nella GdF che ha dimostrato professionalità, rigore e tempestività nelle indagini su Lombardia Film Commission e i sospetti fondi neri per la Lega”.

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