Duro colpo a Terravision, ma il caso è vecchio di anni: e l’arresto scavalca il procedimento in corso

di Sergio Patti
Economia

Un’inchiesta è vecchia di anni e conosciuta in molte aule di giustizia dove sono state celebrate centinaia di udienze sul caso Terravision. A sorpresa però la magistratura ha deciso ieri l’arresto del patron della società di trasporti aeroportuali, Fabio Petroni, imprenditore con interessi in molte attività, dal Pisa calcio all’editoria, essendo azionista anche di questo giornale. Una mossa, quella dei magistrati, che ha sorpreso, in quanto le vicende che hanno innescato la custodia cautelare sono oggetto di un procedimento ancora in primo grado di giudizio. A far scattare le manette, insomma, sono fatti arcinoti e sui quali i giudici stanno già decidendo. Tutto questo però non ha impedito di tirar fuori una storia vecchia di tre anni, facendola rappresentare come nuova su molti mezzi d’informazione, e disporre il sequestro di alcuni rami dell’azienda (e non dell’intera Terravision) che fa capo a Petroni. Grazie alla presenza dell’amministrazione giudiziaria in carica dall’aprile 2014, e grazie a un nuovo consiglio di amministrazione presente dal novembre 2015, formato da professionisti estranei a tutte le vicende precedenti, l’azienda ha continuato infatti ad operare positivamente. E persino oggi Terravision opera garantendo tutti i servizi, tanto che recentemente ha anche posto in essere nuove attività come il collegamento con l’aeroporto di Milano Malpensa.

FORTI PERPLESSITÀ
Tutto questo non ha impedito però un arresto sul quale sono state subito manifestate forti perplessità. Arresto che prende il via da un’indagine delle Fiamme gialle del comando provinciale di Roma che riassume i fatti risalenti al 2013 e già sotto processo, senza aggiungere sostanziali elementi nuovi. Così sul gruppo italo-britannico Terravision, che gestisce il trasferimento passeggeri dai principali aeroporti italiani ed europei al centro delle città, cade una grossa tegola. Finiscono sotto sequestro le licenze per trasporti di linea, tra cui Roma-Ciampino-Fiumicino, i conti correnti bancari e altri rapporti finanziari, i contratti commerciali e beni aziendali (in particolare 13 bus nella disponibilità dell’azienda), le società Terravision H.R. & Services Srl, e Alivision patrimoni e servizi di Petroni Fabio Sas. Il reato contestato è di aver sottratto al pagamento ingenti debiti tributari e previdenziali, attuando manovre  elusive. Circostanza negata da Terravision e sulla quale con l’arresto si è scavalcato il processo in corso.