Duro colpo per il M5S. Vaffa di Grillo alle condizioni di Conte. Ora nel Movimento si rischia la scissione. Oggi vertice urgente alla Camera. Sul tavolo c’è chi mette anche la fiducia a Draghi

Beppe Grillo
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Stupore. Rabbia. Spaesamento. Negli ultimi giorni abbiamo sentito spesso parlare del “momento più buio nella storia del Movimento cinque stelle”. Così è stato descritto lo scontro tra M5S e associazione Rousseau, così è stato tratteggiato la guerra legale con tanto di curatore, in questo modo è stato definito lo scontro tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo. Senza ombra di dubbio, però, come una sfera posta su un piano inclinato i momenti “bui” peggiorano e non c’è dubbio che quello che è accaduto ieri (leggi l’articolo) rappresenta per tutti gli attivisti pentastellati il punto più basso mai vissuto dal Movimento. E il dubbio, concreto a sentire i parlamentari, è che il fondo ancora non è stato toccato.

La prova di tutto questo sta nel fatto che, nonostante le insistenze e le ripetute telefonate, nessuno dei parlamentari (tanto al Senato quanto alla Camera) si è voluto sganciare più di tanto su commenti e dichiarazioni. “Guarda, siamo spaesati”, ci dice un deputato tra i tanti. “Che succederà? Eh, chi lo sa”, gli fa eco un senatore. E il punto è proprio questo: lo spaesamento è tale che diventa impossibile prevedere cosa possa accadere. Il Movimento è, di fatto, in balìa degli eventi.

Quel che pare, tuttavia, è che per la prima volta gli stessi parlamentari (o una buona parte di questi) sarebbero pronti a mettere in discussione la parola del garante e fondatore. “Non so se trovo più folle le valutazioni su Conte, che ha guidato due governi tra crisi economica e pandemica, o il fatto di rimetterci nella gabbia Rousseau”, scrive Roberta Lombardi, ricordando la decisione di Grillo di autorizzare la votazione sulla piattaforma del direttivo, proprio quel direttivo che di fatto lo stesso garante voleva superare fino a qualche settimana fa con la nomina a leader di Conte.

Quel che sorprende è proprio l’atteggiamento ondivago dell’ex comico. A dirlo chiaramente è stata la deputata M5S Alessandra Maiorino: “Mi sento trattata come un pacco. Non è la prima volta che accade”, dice all’Adnkronos. E poi aggiunge: “Che Conte fosse la persona giusta lo pensavano milioni di italiani e lo stesso Beppe fino a poco tempo fa. Questo suo repentino cambio di idea e di umore lascia attoniti non solo noi ma quella parte di Paese che ha creduto e crede ancora in Conte”. Una situazione surreale, dunque. Che ora rischia di rimettere in gioco tutto.

I (TROPPI) FRONTI DI DISCUSSIONE. La domanda che in tanti si fanno, non a caso, è ora cosa potrebbe accadere. Come detto, è di fatto impossibile dirlo. Certo è che per oggi è stata convocata una riunione urgente alla Camera: i parlamentari discuteranno proprio sullo contro Grillo-Conte. Ma quel che risulta al nostro giornale, è che la stragrande maggioranza non vuole voltare le spalle all’ex premier. E dunque? È plausibile che si cerchi di fare in modo, anche tramite nota ufficiale, di “sfruttare” il voto su Rousseau proprio per legittimare l’ex premier. In altre parole: se a decidere devono essere gli attivisti, che lo siano fino in fondo. Ma non è tutto.

Altro tema che senz’altro verrà sollevato è quello della fiducia incondizionata al governo di Mario Draghi. “Caro Beppe, prima di questa votazione direi forse che occorre votare la permanenza al governo oppure no, che ne dici? Visto che hanno bloccato il cashback… credo anche Davide sia d’accordo”, ha scritto non a caso sul suo Facebook la senatrice Susy Matrisciano. E, quel che è certo, è che non è l’unica a pensarla in questo modo. I parlamentari, dunque, sono pronti a “sfidare” Grillo. Giocando sul suo stesso campo: quello della democrazia diretta.