È morta Tina Anselmi, la prima donna a diventare ministro. Fu determinata alla guida della commissione di inchiesta sulla P2

dalla Redazione
Cronaca

Una delle donne che hanno scritto la storia della politica italiana, Tina Anselmi, è morta a 89 anni, nella sua Castelfranco Veneto. La notizia è stata data dai familiari in mattinata. La carriera di Tina Anselmi, storica rappresentante della Democrazia cristiana, è strettamente legata alla sua esperienza da ministra del lavoro e della previdenza sociale: fu la prima donna ad assumere questo incarico nella Repubblica, ricoperto dal 1976 al 1978 nel IV Governo Andreotti. Ma anche la nomina al ministero della Salute ha lasciato il segno: Tina Anselmi è stata una grande sostenitrice della riformare ha introdotto il Sistema sanitario nazionale. Tuttavia, il suo attivismo affonda le radici già durante la Resistenza ai tedeschi, essendosi impegnata tra i “partigiani bianchi”.

Nel 1981 è arrivata la nomina forse ancora più difficile: la presidenza della commissione parlamentare sulla loggia massonica P2, guidata da Licio Gelli. I lavori sono durati quattro anni fornendo un quadro di chiusura molto duro. La commissione definì la P2 “un’organizzazione criminale ed eversiva” che aveva una “sorta di cordone sanitario informativo posto dai Servizi a tutela ed a salvaguardia del Gelli”. Il nome Tina Anselmi è spesso circolato come papabile presidente della Repubblica. Nel 1992 la sua candidatura fu ufficialmente sostenuta dalla rivista Cuore. Ma l’ipotesi non ha mai preso davvero quota.

“Un pensiero a Tina Anselmi, grande esempio di cattolica impegnata in politica e donna delle istituzioni”, ha subito commentato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Anche la ministra delle Riforme, Maria Elena Boschi, ha dedicato un tweet: “Capii allora che per cambiare il mondo bisognava esserci. Tina Anselmi c’è stata e il mondo lo ha cambiato”.