E’ morto D’Ambrosio, magistratura in lutto

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dalla Redazione

E’ morto Gerardo D’Ambrosio, che nel 1991 aveva subito un trapianto di cuore, era ricoverato da due giorni nel reparto di medicina d’urgenza del Policlinico di Milano per
una gravissima insufficienza cardio-respiratoria. Oggi pomeriggio attorno alle 15 la crisi letale. “Immenso rimpianto per le straordinarie qualita’ professionali e umane”: cosi’ i magistrati della Procura della Repubblica di Milano ricordano Gerardo D’Ambrosio. “I magistrati della Procura della Repubblica di Milano – e’ scritto in una nota firmata dal Procuratore Edmondo Bruti Liberati – si uniscono al dolore dei familiari per la scomparsa di Gerardo D’Ambrosio già Procuratore della Repubblica di Milano e ne ricordano con immenso rimpianto le straordinarie qualità professionali e umane”.

La vita

Dalle aule dei tribunali ai banchi del Senato. E’ una vita tra magistratura e politica quella di Gerardo  D’Ambrosio, morto oggi a Milano. Nato a Santa Maria a Vico (Caserta)  il 29 novembre 1930, diplomato al liceo Classico e laureato a pieni  voti in Giurisprudenza a Napoli con una tesi in diritto  amministrativo, D’Ambrosio approda alla magistratura nel 1957 e arriva a Milano poco dopo. Il suo nome e la storia del Palazzo di giustizia  milanese sono legati in modo indissolubile: si occupa dell’istruttoria

sulla strage di Piazza Fontana e della morte dell’anarchico Giuseppe  Pinelli.

Nel 1981 assume la funzione di sostituto procuratore generale e si occupa dei primi processi per terrorismo, oltre che alle  istruttorie relative al Banco Ambrosiano che vede tra gli altri  imputati Roberto Calvi. Nel 1989 viene nominato Procuratore aggiunto  di Milano dove dirige prima il Dipartimento criminalità organizzata poi quello dei reati contro la pubblica amministrazione. Dal 1992 e’ tra i protagonisti (insieme a Francesco Saverio

Borrelli, Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo)  del Pool che si occupa dell’inchiesta Mani pulite. Negli anni di  Tangentopoli gli occhi di tutto il paese sono puntati sul palazzo di  giustizia di Milano. Nel 1999 viene nominato Procuratore capo della  Procura della Repubblica di Milano, nel 2002 lascia per limiti di eta’ ma la sua avventura prosegue nel campo della politica: in occasione  delle elezioni 2006, accetta la candidatura proposta dai Democratici  di Sinistra, di un seggio al Senato, risultando eletto nella Regione  Lombardia. E’ stato componente della II Commissione permanente  (Giustizia) del Senato. Alle elezioni del 2008 e’ stato confermato  senatore del Pd.