di Fausto Cirillo
In fondo cโera dโaspettarselo: siamo o non siamo la patria dellโeterna Controriforma, dellโinteresse particolare e localistico, delle istituzioni regionali in perenne conflitto con lo Stato centrale? Non cโรจ quindi granchรฉ da stupirsi se nove consigli regionali (Abruzzo, Piemonte, Marche, Liguria, Puglia, Calabria, Basilicata, Campania e Friuli Venezia Giulia) sono partiti allโassalto della riforma della geografia giudiziaria che nel nome del risparmio della spesa pubblica ha tagliato circa mille โtribunaliniโ in tutta Italia. Arrivati ieri pomeriggio in Cassazione alla chetichella, i loro rappresentanti hanno infatti depositato una richiesta di referendum abrogativo della legge appena entrata in vigore. Facendo leva sul consenso diffuso nelle loro popolazioni e su quanto previsto espressamente dallโarticolo 75 della Costituzione. Se passerร al vaglio della Consulta e non vi saranno elezioni anticipate nel 2014, il Paese potrebbe quindi essere chiamato a esprimersi sulla questione entro il prossimo 30 giugno. ยซIl governo ci ascolti: tutti insieme rappresentiamo mezza Italia!ยป hanno spiegato i โmessiโ regionali. ยซNon serve spendere soldi per il referendum, basta riaprire le sedi chiuse e smetterla di creare disagio ai cittadini che ora devono prendere un giorno di ferie per andare in tribunale! Siamo tutti per la spending review, ma non si puรฒ fare a queste condizioniยป.
Alla notizia ha esultato Nicola Marino, leader dellโOrganismo unitario dellโavvocatura, da sempre in prima linea contro la chiusura dei โtribunaliniโ: ยซDopo aver assistito al balletto delle cifre sui possibili risparmi, con previsioni sempre piรน al ribasso, abbiamo compreso che in realtร tra sedi da affittare o da ristrutturare e altre nuove di zecca, ma chiuse, il primo impatto del provvedimento รจ di una decisiva perdita economica. Tutto ciรฒ senza considerare lโaumento dei costi degli atti giudiziari, vista la mancata implementazione in questi anni del processo telematicoยป. E ancora: ยซMolti uffici sono ancora chiusi, le udienze vengono rinviate dโufficio, gli scatoloni sono sui pavimenti con dentro i fascicoli che riguardano migliaia di cittadini. Si lavora in condizioni precarie e sono a rischio molti processi per prescrizione, per non parlare di code infinite alla cancellerie e dagli ufficiali giudiziariยป. Sarร pure, ma non ci eravamo mai accorti che la giustizia โ prima di questa riforma โ fosse cosรฌ efficiente e veloce.