Ecco all’Opera un grande teatro. The Bassarids apre la stagione dell’ente capitolino. Il sovrintendente: il record d’incassi risultato storico

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L’Opera di Roma riparte dal Novecento: domani alle 19 il sipario del Teatro Costanzi si alza sulla “prima” della stagione 2015-2016 con The Bassarids, considerato uno dei capolavori di Hans Werner Henze su testo del poeta inglese W. H. Auden e di C. Kallman tratto da Le Baccanti di Euripide. L’opera va in scena per la prima volta a Roma, a cinquanta anni esatti dalla composizione nel 1965, in un nuovo allestimento firmato da Mario Martone. Dirige l’Orchestra del Teatro dell’Opera il maestro Stefan Soltesz. “Il Teatro dell’Opera di Roma in questo momento è un esempio luminoso dello sforzo per immaginare un futuro”, con questo spirito il regista Mario Martone aprirà la stagione 2015-2016 dell’ente lirico capitolino.

SUPER INCASSI – «Abbiamo ottenuto oltre 10 milioni di incasso nella stagione 2014-2015, con circa 235 mila spettatori: è un risultato storico, mai raggiunto nella storia di questo teatro». A dirlo con grande soddisfazione è il sovrintendente Carlo Fuortes che snocciola i dati ufficiali Siae relativi all’andamento della stagione da poco conclusa al Teatro dell’Opera di Roma. «Siamo la prima istituzione culturale romana per pubblico e incassi e ne siamo orgogliosi: sono numeri rari in tutta Italia e questo è frutto della nuova programmazione, dell’attività di promozione e della politica di prezzo». Che cosa è successo?  «è cambiato il rapporto tra il teatro e la città, ora siamo più vicini alla gente». Il sovrintendente si è mostrato fiducioso anche per la nuova stagione: «Al 20 novembre i dati indicavano una vendita di oltre 960 mila biglietti, con un incremento rispetto allo scorso anno del 71,7%. Credo che in futuro le cose andranno ancora meglio».

ARIA NUOVA
Una caffetteria gourmet e nuova di zecca sul piazzale del Costanzi. Una biglietteria resa più moderna da schermi giganti. Un diverso e più funzionale sistema di accesso al teatro. E poi, nel seminterrato, l’aggiunta di una mensa per i dipendenti a cui accedere tramite un ascensore: sono queste le imminenti novità che la Fondazione guidata dal sovrintendente Carlo Fuortes ha previsto per rendere più piacevole la permanenza in teatro, sia per gli spettatori che per ci lavora. Ultimi arrivi a marzo: la mensa e l’ascensore.

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di Gaetano Pedullà

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