Da Bettini a Storace. Ecco chi sogna il ritorno dei maxi vitalizi. Alla Mussolini andrebbero 9mila euro. Esattamente come Postal e Rutelli

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Niente da fare. Bisogna aspettare ancora qualche giorno. Gli ex senatori ai quali erano stati tagliati i vitalizi dovranno attendere martedì prossimo per sapere se potranno riprendere definitivamente il vecchio assegno o “accontentarsi” di quello tagliato. Dopo la sentenza di giugno 2020 (leggi l’articolo) della Commissione Contenziosa che ha annullato il taglio del 60% dell’ottobre 2018 e dopo l’appello che il Senato aveva proposto, il Consiglio di Garanzia (per così dire il “secondo grado” della giustizia interna al Senato) che doveva pronunciarsi ieri ha deciso di rinviare ogni decisione al 13 luglio (leggi l’articolo): il taglio ai vitalizi, dunque, ancora non è definitivamente saltato. Ma il rischio che possa saltare è forte considerando che in primo grado la decisione è stata a favore dei 700 ex onorevoli ricorrenti.

L’ONOREVOLE LISTA. Ma quanto torneranno a prendere gli ex senatori se la sentenza dovesse essere confermata? I nomi e le cifre sono piuttosto succolenti. Sicuramente il ripristino del vitalizio non dispiacerebbe alle tasche dell’ex senatrice e ministro col governo Berlusconi, Adriana Poli, che percepiva, grazie al taglio ai vitalizi, 7.688 euro lordi al mese. Ebbene: se dovesse tornare il vecchio sistema previdenziale, la Poli tornerebbe a prendere 9.885 euro. Duemila euro in più che non fanno mai male. A festeggiare, e alla grande, sarebbe anche Giorgio Postal che, addirittura, era andato incontro a un taglio di circa 4mila euro: l’ex senatore e più volte sottosegretario, passerebbe infatti dagli attuali 5.211 euro mensili lordi ai “vecchi” 9.636 euro.

Leggi anche: Slitta la sentenza sui vitalizi. Per evitare l’autogol il Senato si salva in corner. Il Consiglio di Garanzia convocato in contemporanea con la partita dell’Italia rinviato al 13 luglio.

I nomi sono tanti e illustri. Tra chi ha subito pesanti decurtazioni, ad esempio, ci sono anche Edo Ronchi e Francesco Rutelli: il primo tornerebbe anche lui a percepire 9.636 rispetto ai 6.913 attuali; il secondo passerebbe da 7.801 euro lordi a 9.512. Interessante anche il caso di Francesco Storace che potrebbe tornare ai “suoi” 6.540 euro lordi rispetto agli attuali 4.360. E così, ancora, Riccardo Villari (da 3.541 a 6.217 euro), Maurizio Sacconi (da 6.392 a 9.885), Carlo Vizzini (da 7.903 a 10.631), Antonio Azzollini (da 5.505 a 8.082), Goffredo Bettini (da 3.964 a 6.590), Filippo Cavazzuti (da 4.341 a 8.455).

Insomma, ci sono casi anche di eventuali “raddoppi”. E anche casi in cui si va pure oltre. Come con Salvatore Crocetta, il quale potrebbe tornare a percepire 6.590 euro rispetto ai 2.890 euro rimodulati dalla delibera del taglio ai vitalizi. Non male neanche Alessandra Mussolini: tornerebbe ad intascare la bellezza di 9.014 euro rispetto agli attuali 5.238 euro. C’è da dire, però, che ci sono ex parlamentari che hanno guardato la querelle del taglio ai vitalizi in maniera assolutamente ininfluente.

C’è una fetta di ex senatori il cui assegno d’oro non è stato minimamente toccato. È il caso, tra gli altri, dell’ex senatore ed ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli: il suo vitalizio rimarrà di 9.512 euro lordi mensili. Esattamente come nel caso di Franco Bassanini, il quale addirittura arriva a 10.631 euro. Stessa identica cifra (e mai scalfita) per Francesco Colucci, Nicola Mancino, Giuseppe Pisanu, Clemente Mastella, tra gli altri. Non subiranno tagli neanche Anna Finocchiaro (10.009 euro), Lamberto Dini (6.590 euro) e Marcello Pera (6.963).