Ecco la solita manovra: nella Legge di Bilancio, le mance escono dalla porta. Ma rientrano dalla finestra

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Niente paura per i beneficiari. Nella manovra le mance sono uscite dalla porta, dopo i primi passaggi in commissione alla Camera, ma sono pronte a rientrare dalla finestra. Certo non nella Legge di Bilancio, ma attraverso altri strumenti legislativi. Probabilmente con un apposito decreto omnibus o in alternativa con sub emendamenti al decreto fiscale. Ma la prima pista pare quella più facile da praticare. In ogni caso il compito è quello di far lievitare i consensi di Matteo Renzi a pochi giorni dal referendum del 4 dicembre.

MODIFICHE
Il testo trasmesso a Montecitorio ha subito rilevanti modifiche indicate da Francesco Boccia, deputato lettiano del Pd e presidente della commissione Bilancio: sono state stralciate le deroghe sulle consulenze all’Anas, le misure speciali per la costruzione di impianti sportivi, e gli oltre 10 milioni di euro da riconoscere al Comune di Lecce. Ma non è intervenuta solo la mano di Boccia, anche quella del Governo stesso che ha eliminato dalla bozza iniziale le risorse previste per la liquidazione della società Expo 2015 e il trasferimento delle facoltà scientifiche dell’Università Statale nel sito dell’Esposizione universale. Renzi ha promesso: “I fondi ci sono”, tranquillizzando il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Una garanzia che la somma sarà elargita. Forza Italia è subito scesa sul piede di guerra: “In questa legge di bilancio cosa farà il governo sulle banche? Sbucherà qualche altro regalino agli amici di Banca Etruria?”, ha chiesto il capogruppo azzurro alla Camera, Renato Brunetta.  Dalla  Legge di Bilancio, poi, sono state cassate alcune norme, come gli stanziamenti per la Ryder Cup di golf del 2022 o per i Mondiali di Sci del 2021 a Cortina d’Ampezzo, che – per carità – sono necessari all’organizzazione di questi eventi. Ma restano una spesa consistente. “I 97 milioni alla Ryder Cup sono una cifra che stride tremendamente con i bisogni reali e immediati del nostro Paese”, aveva accusato il leader del Movimento 5  Stelle, Beppe Grillo. Per questi eventi lo stesso Boccia ha garantito che si troverà una soluzione: “Le risorse restano appostate e si troveranno le modalità, come avvenuto anche in passato, per finalizzare le risorse per quegli eventi”. “C’è stato un errore fatto da chi ha proposto quelle norme, ma non è in discussione la finalità”, ha aggiunto Boccia.

CALENDARIO
Per il Governo si pone anche un problema di tempistica. Perché il calendario impone ritmi serrati: entro il fine settimana del 27 novembre la Legge di Bilancio dovrà essere approvata dalla Camera, prima della pausa dei lavori per il tanto atteso referendum. L’iter della manovra riprenderà subito dopo il voto, il 5 dicembre, al Senato. Gli effetti dell’esito referendario saranno inevitabili: in caso di vittoria del “Sì”, la discussione andrà avanti come previsto. Nel caso di successo del “No” lo scenario muterebbe: a Palazzo Madama ci sarebbe un’accelerazione sul via libera al provvedimento per evitare le prevedibili turbolenze sui mercati finanziari.

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di Gaetano Pedullà

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