Ecco perché il nostro governo non può cadere

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di Gaetano Pedullà

Perché il governo Letta resiste a tutto? Resiste al rapporto innaturale tra partiti che si detestano, alla cancellazione politica del leader di una delle due coalizioni che lo sostengono, all’immobilismo stile parafulmine (per usare una metafora dello stesso premier)? Perché l’Europa, i mercati finanziari, le banche, i giornali dei grandi gruppi economici ce lo presentano un giorno sì e l’altro pure come assolutamente necessario, pena l’impennata dello spread, la sfiducia delle Borse, persino la perdita formale della sovranità nazionale con la legge di stabilità scritta non più a Roma ma a Bruxelles? Cosa c’è veramente dietro la sospensione delle principale prerogativa democratica: far decidere ai cittadini – e non ai poteri forti, italiani e internazionali – chi governa e come questo Paese? Enrico Letta, con le sue indubbie doti di relazione a Washington e nelle cancellerie europee, è certamente garanzia di stabilità geopolitica e di rispetto dei pesanti impegni finanziaria assunti da uno Stato con un debito pubblico spaventoso. Ma il tifo da ultrà che sentiamo per un esecutivo incapace di realizzare una sola riforma, o di sostenere una qualunque strategia economica, lascia intravedere qualcosa di più. Tra pochi giorni palazzo Chigi dovrà presentare il piano di dismissioni del patrimonio pubblico necessario a ridurre il nostro debito. Agli attuali prezzi di mercato e replicando lo scempio già avvenuto nei primi anni ’90, dopo Tangentopoli, c’è la possibilità di fare affari d’oro. A spese degli italiani. Vent’anni fa, nel vuoto della politica dopo la fine della prima Repubblica, si dovevano onorare gli accordi Maastricht. Le grandi banche estere puntarono l’Italia e si portarono via migliaia di miliardi delle vecchie lire favorendo lo scippo di Telecom, gran parte di Eni ed Enel, Autostrade, pezzi pregiati dell’industria di Stato e molto altro ancora. La spartizione pianificata in un road show a bordo dello Yacht Britannia grida ancora vendetta. Ora invece torna la cuccagna. Basta per spiegare perché questo governo non può cadere?