Ecco perché Salvini ha superato la Meloni

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di Marco Castoro

Il dopo Berlusconi nel centro-destra è un ibrido a due facce. Quella del leghista Matteo Salvini e l’altra dell’ex An Giorgia Meloni. Due combattenti che a colpi di gradimento nei sondaggi e di presenze nel talk politici in tv stanno scalando i vertici della graduatoria dei consensi per accreditarsi come successore di re Silvio. Un milanese e una romana. Il cui sogno per entrambi resta quello di diventare il sindaco della propria città. Tuttavia i due sono impegnati in un braccio di ferro che non li vede solo con la presenza in tv ma anche in piazza nelle manifestazioni della Lega e di Fratelli d’Italia.

MATTEO SALVINI
Salvini ne ha fatte di cotte e di crude. A cominciare da quando giovanissimo tirò un uovo a D’Alema e si rifiutò di stringere la mano all’allora presidente Ciampi. Tifoso milanista doc. Non si perde una partita dei rossoneri. Ha chiesto ripetutamente a Berlusconi di mandare via Allegri e Balotelli. Alla fine c’è riuscito. Felicissimo dell’arrivo di Pippo Inzaghi e dei tanti calciatori italiani che giocano ora nel Milan. La passione per il calcio è talmente elevata che da giovane sognava di diventare un giornalista sportivo.Con Berlusconi condivide anche la stima per Putin. Segretario della Lega, si dichiara pronto a prendere le redini del centrodestra come futuro candidato leader per le elezioni. A patto che ci sia una convergenza di idee e di programmi con Forza Italia. Non va d’accordo con i colonnelli del partito fondato da Berlusconi, mentre va spesso ad Arcore nella tana del Cavaliere. Sa bene che per vincere le elezioni e diventare premier non bastano i voti del Nord. Non a caso sta pensando anche al centro-sud con una lega che raccolga consensi da Roma in giù. Nella Capitale il suo profilo su Facebook è molto seguito. In questo momento nel mirino non c’è più la Roma ladrona di Bossi, bensì Bruxelles e l’Europa della Merkel. Che combatte con la stessa intensità che dimostra nella battaglia contro gli sbarchi e i clandestini. Si sta impegnando contro gli studi di settori che ammazzano il commercio ancor più della crisi.

GIORGIA MELONI
È stata la più giovane deputata, e poi la più giovane vice presidente della Camera. Dopo il divorzio tra Berlusconi e Fini ha sposato la causa del Cav e ancora adesso Fini la considera il più doloroso dei voltafaccia. E Fini di voltafaccia se ne intende. Abbracciando Fratelli d’Italia si è svincolata dalle gerarchie del Pdl e si è messa in prima fila. Con le sue battaglie. È molto vicino al pensiero e ai problemi della gente di quanto non lo siano altri suoi colleghi. È “social”. È passata con una velocità estrema dalle manifestazioni di quartiere ai salotti. Si è sistemata il look. Ormai ci crede. E fa bene. È sempre in ordine e col capello a posto. In qualche manifesto è apparsa anche più giovane. Del resto qualche tiratina chi è che non se la fa. Si trucca di più, ma non ha perso la verve della popolana, soprattutto quando c’è da vedersela con la Moretti o la Boschi che in verità se la tirano un po’ più di lei. In molti sondaggi, come popolarità, è seconda solo a Renzi. Ora però c’è da allargare i gomiti e frenare l’avanzata di Salvini. Il leghista ha già messo la freccia.