Edilizia lombarda paralizzata per colpa dei comuni

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di Alessandro Barcella

In Europa e in Italia è conosciuta come la Regione dell’efficienza, ma anche tra le province lombarde si batte la fiacca. E’ quanto sta accadendo in tema di Pgt, il “Piano di governo del territorio” (che ha sostituito il vecchio piano regolatore dei Comuni). Oltre un terzo dei comuni lombardi non ha ancora completato l’iter di adozione del fondamentale strumento urbanistico. Dargli altro tempo? Siamo già alla quinta proroga dal 2009 ad oggi, l’ultima concessa appena pochi giorni fa e con scadenza giugno 2014. Viviana Beccalossi, l’assessore regionale all’urbanistica che l’ha proposta, non la definisce però una proroga. “E’ a tutti gli effetti una riforma con la quale dotarci di uno strumento aggiornato e moderno – spiega -. Il blocco dei pgt immobilizzava un settore produttivo come quello dell’edilizia, azzerando di fatto la possibilità di incremento persino degli insediamenti produttivi, rischiando un’ulteriore delocalizzazione, con conseguente perdita di posti di lavoro”.

Ad oggi sono 555 le amministrazioni in Lombardia ancora inadempienti, su un totale di 1544 comuni. Di queste 218 sono davvero indietro col lavoro, avendo solo avviato l’iter del proprio Pgt. Poco più avanti troviamo i 337 comuni che hanno passato la penultima fase prima dell’entrata in vigore, ovvero quella dell’adozione. Maglia nera alle province di Sondrio e Varese, in regola per appena un 42 e un 52% del totale dei propri comuni. Di pochi giorni fa l’ultimo rinvio, che entro 3 settimane dovrebbe essere approvato definitivamente dal Consiglio Regionale. Un salvataggio in corner, dopo la minaccia della Giunta uscente di Roberto Formigoni: senza Pgt al 31 dicembre 2012 vi blocchiamo le attività edificatorie.

I soggetti pubblici e privati più interessati alla questione, si sono subito messi in moto, per appoggiare un’ulteriore proroga. Un parere favorevole è arrivato da Ance, l’associazione nazionale dei costruttori: “L’esecutivo regionale ha ascoltato le associazioni per ovviare ad una situazione di stallo – ha ricordato il presidente di Ance Lombardia Luigi Colombo -. Non è possibile ammettere che cittadini e imprese paghino per le colpe delle Amministrazioni”. Gli ha fatto eco il Presidente regionale di Anci (ente che riunisce i comuni), quell’Attilio Fontana che è anche sindaco di Varese, per cui “l’applicabilità della legge non teneva conto delle oggettive difficoltà dei comuni”. Una città, quella di Varese, che rientra nella lista dei 555 “ritardatari”. Accanto al rinvio, infine, previsto una sorta di tutoraggio, con i tecnici della Regione e delle singole province a supportare le amministrazioni nell’iter di ottenimento del Pgt. La Lombardia, almeno per questa volta, non sarà la prima della classe.