Editoria assistita, Grillo fa le pulci all’Unità

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di Alessandro Ciancio

Beppe Grillo non va in vacanza e dal suo blog continua a disturbare il Palazzo, incalzandolo sulla degenerazione di un sistema che ormai vive di prebende trasversali. Ieri il suo mirino è tornato a inquadrare la prassi dei finanziamenti pubblici all’editoria, che nonostante le promesse di un contenimento della spesa dello Stato sono passati dai 137 milioni di euro del 2013 ai 175 del 2014. «È la famosa spending review di Capitan Findus Letta» osserva ironico, aggiungendo che «le regole di mercato infatti per i partiti e per i giornali non si applicano mai». Per questo annuncia di aver intrapreso una minuziosa analisi dei bilanci dei giornali assistiti. La prima tappa di questo viaggio tocca l’Unità, «il terzo quotidiano in classifica per accesso alla greppia dei soldi pubblici nel 2012» avendo incassato la cifra ragguardevole di 3.615.894 di euro. L’anno scorso, spiega, disponeva di 85 dipendenti di cui 1 dirigente, 23 impiegati e 61 giornalisti (2,6 giornalisti per impiegato). La media vendite del 2012 sul 2011 è diminuita del 19% con una perdita di 7.529 copie, passando da 38.656 a 31.127. Anno su anno i ricavi delle vendite e delle prestazioni sono scesi a 12.023.088 euro rispetto a 15.189.629. La perdita, a livello di risultato netto dopo le imposte, nonostante i generosi finanziamenti pubblici, è stata di 4.637.124. Per il leader M5S l’Unità va quindi paragonato a «un calabrone: non si sa come faccia a volare, ma non fallisce mai, come qualunque società non assistita avrebbe fatto da tempo». E allora, insiste Grillo, «come uscire dalla crisi? La pronta risposta de l’Unità si chiama ‘Pd Kiosk’ ‘rispetto alla quale è già stato concluso un accordo triennale con minimo garantito da parte del Pd (con che soldi? quelli dei finanziamenti pubblici?) e sono allo stato dei fatti in corso trattative con Coop, Cgil, Unipol ed altri importanti players d’area che potranno mutuare la versione dell’hub, originalmente pensata per i tesserati del Partito democratico. L’Unità – ironizza Grillo – ha del resto tutti numeri per farcela, in particolare nel mondo digitale, come riportato da Innova et Bella nello studio “Facebook Best Newspapers 2011” pubblicato nello scorso mese di giugno. Il sito del giornale si è posizionato al secondo posto dopo quello del Corriere della Sera nel panorama italiano e al sesto posto in termini assoluti a livello mondiale in termini di qualità, pratiche relazionali e iniziative». Sarcastica la sua conclusione: «Un radioso futuro aspetta l’Unità con i minimi garantiti del Pd e i massimi garantiti di Letta. Ad maiora».

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