L'Editoriale

A che serve un nuovo Napoleone

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Prima il cambio del capo azienda delle assicurazioni Generali, poi l’uscita del numero uno di Telecom. E in mezzo la resa di Mediobanca, dove l’amministratore delegato per ora si salva, ma al prezzo di sottostare a ogni capriccio del nuovo re del capitalismo italiano: il francese Vincent Bolloré. A chi non segue le grandi vicende economiche può sembrare la solita lotta per il potere economico e finanziario. E in effetti c’è anche questo. Ma quello che sta accadendo – non solo nel silenzio, ma a questo punto con la benedizione del Governo – va oltre una gigantesca partita per i soldi. Bolloré, che controlla Telecom, può diventare l’uomo che toglie le castagne dal fuoco a Berlusconi, comprando Mediaset e mettendo fine a ogni residuo motivo del Cavaliere per restare sulla scena politica. Un bel regalo anche per Renzi, che in cambio del lasciapassare al finanziere bretone sta già incassando un’opposizione a scartamento ridotto da quel che resta di Forza Italia. I soliti giochi sulla testa degli italiani, insomma, tra conflitti d’interessi e pezzi pregiati del Paese messi al servizio dei raider internazionali di turno. Un’Italia svaligiata che apre la porta ai suoi predoni.

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