A Virgì scordamoce sti scribani

di Gaetano Pedullà

A Virgì, Roma nun se merita sti scribani. Lo so, fossi davvero buono a comporre i sonetti potrei dirlo meglio, ma non ho la vena poetica di tanti colleghi giornalisti, e mai potrei raggiungere le vette della loro fantasia nell’attribuire a questa sindaca ogni tipo di disastro, preferibilmente se lasciato da chi c’era prima di lei. Nella Capitale d’altra parte non manca nulla: le amministrazioni di Sinistra, di Destra e marziane hanno spolpato le casse pubbliche, dimenticato le periferie e chiuso un occhio e più spesso tutti e due davanti a privilegi e ruberie. La città è dunque malandata, anche perché ai tempi di tanto scempio i giornali avevano altro da fare che massacrare il Campidoglio, a meno che qualche delibera andasse di traverso agli editori-costruttori della stampa locale, o il primo cittadino non fosse malauguratamente del Pd o dei suoi antenati, turbando in questo modo la familiarità politica del grosso dei redattori della cronaca cittadina dei maggiori quotidiani nazionali. Ieri così sul Corsera è apparso quello che veniva annunciato come l’ennesimo ritratto della Raggi, e invece era solo un copia-incolla di luoghi comuni e balle delle opposizioni, che nel caso di questa sindaca spaziano dai partiti ansiosi di tornare alle vecchie mangiatoie sino ai salotti radical chic, dove quelle stesse mangiatoie recapitavano i soldi dei romani. Spezzare quel sistema è naturale che in certi ambienti non sia popolare. Quindi viva la libera stampa, padrona di dire le fesserie che vuole. Ma la storia della Raggi è un’altra. E i romani che non si fanno abbindolare lo sanno.

 

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Un voto non fa primavera

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La sexy casalinga fa la spesa. Se questa è la tv pubblica anche pagare il canone è spazzatura

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Prenditori di Stato al casello

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Lapidano Morra e non i boss

Anche se fosse stato di pessimo gusto e insensibile sulla compianta governatrice calabrese Jole Santelli – e Nicola Morra non lo è stato – che c’entra questo con le qualità necessarie per presiedere la Commissione parlamentare Antimafia? Se per contrastare le cosche bastasse Monsignor Della Casa, l’inventore del Galateo, la politica italiana ci fornisce da…

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La bufala del Natale rubato

Ma davvero ci vogliono rubare il Natale? Alle Olimpiadi delle fake news dove i nostri giornali, tv e trombettieri dell’opposizione sono campioni, l’ultima parola d’ordine è questa: il Governo ci toglie pure il Natale. Tutto parte da una più che logica raccomandazione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte (leggi l’articolo) a proposito dei cenoni e…

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Dare spazio a questa destra è inutile

Niente di nuovo tra i cari alleati della destra italiana: nel 2018 fu Salvini a tradire Meloni e Berlusconi, lasciandoli all’opposizione mentre lui si pappava il Viminale, e ora è Berlusconi che vuole mollare Salvini e Meloni per fare da sostegno al Governo Conte. Begli amici, non c’è che dire. Anche se i numeri della…

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Nell’Italia degli eterni conflitti d’interessi, da ieri per i Social il più puzzone di tutti è l’eurodeputato M5S Dino Giarrusso. Che ha fatto stavolta l’ex iena? Ha accettato dei piccoli aiuti economici per la campagna elettorale, dichiarando subito somme e donatori. Io che seguo la politica dai tempi della Prima Repubblica ricordo quanti miliardi di…

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Il Movimento e le balle dei giornali

Non ci hanno mai capito niente prima, figuriamoci se potevano arrivarci adesso. Fior di giornali che parlano dei 5 Stelle solo per diffamarli, dire balle e dividerli, ieri hanno raccontato gli Stati Generali come fanno sempre: scrivendo fesserie. Per Repubblica “I 5S diventano un partito”, proposta che deve aver fatto il trentunesimo intervenuto, perché io…

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