Altro che marionetta dei poteri forti. Conte ferma trivelle e signori delle autostrade

di Gaetano Pedullà

Basta affondare nel nostro Paese le trivelle e niente sconti ai signori delle autostrade. Chi ci racconta che il nuovo Governo è una marionetta dei poteri forti, che i 5 Stelle sono stati normalizzati pur di salvarsi le poltrone, e Conte è talmente navigato da entrare nel palmares dei dinosauri democristiani, è meglio che ripassi il discorso del premier concluso con la fiducia di ieri alla Camera.

L’alleanza col Pd – che il potere sa gestirlo, eccome! – espone evidentemente i parlamentari del Movimento a rischi nuovi. Legiferare di banche con chi governava quando migliaia di risparmiatori finivano in mutande – giusto per esempio – è di sicuro più rischioso che farlo con chi in quelle stagioni non c’era. Ma ormai la sfida è colta, e il Presidente del Consiglio nel suo discorso ha blindato alcuni obiettivi, tanto che ieri in Borsa le azioni delle Autostrade dei Benetton, risalite nei giorni scorsi sul valore di quando è caduto il ponte di Genova, sono tornate a scendere.

Governare in modo responsabile, finendola con i regali di Stato ai soliti noti, oppure costringendo i poteri forti europei a cambiare le regole che ci penalizzano, non significa essere diventati parte del sistema, ma al contrario avere in mano le chiavi per cambiare sul serio le cose. Nulla a che vedere con chi continua ad abbaiare alla luna, come fanno Lega e Meloni, pur non avendo alcuna possibilità di incidere su un’Europa che a maggio scorso ha lasciato i sovranisti all’opposizione, con eccezione di quelli furbi come Orban, che tra Salvini e la von der Leyen chissà come mai ha votato la seconda.

 

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