L'Editoriale

Azzeriamo i signori del pallone

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Sono i signori dello sport ma dallo spirito sportivo non hanno preso niente. I vertici del calcio italiano stanno facendo uno spot devastante sui peggiori vizi del Paese: non assumersi mai le proprie responsabilità, scaricare le colpe sugli altri e soprattutto tenere il sederino ben incollato alle poltrone. Dopo l’eliminazione degli Azzurri dai Mondiali era naturale che il presidente della Federazione Tavecchio e il commissario tecnico Ventura si presentassero dimissionari. Nessuno si aspettava che facessero un inchino di scuse alla giapponese, ma un dignitoso passo indietro era il minimo sindacale. Che illusi che siamo! Ventura non se n’è andato ma si è fatto cacciare, così da farsi pagare tutta la somma prevista dall’ingaggio, mentre Tavecchio – che è l’artefice della scelta dell’allenatore – ha addebitato il disastro al capo dello spogliatoio e si è blindato nel suo ufficio di grande capo del calcio nazionale. Più defilati, aspettando che passi la tempesta, il presidente del Coni Malagò e il ministro dello Sport Lotti, che non ha certo la colpa di non aver fatto personalmente gol nelle penose partite della Nazionale, ma è responsabile di un mondo che non sa più cambiare, offrendo un modello negativo agli appassionati e prima di tutti ai giovani. Il prezzo che paghiamo a un ulteriore decadimento etico del Paese è troppo alto per far finta di niente. E siccome non c’è più da sperare che il sistema si autoriformi, non resta che prendere atto di questo sfacelo e inviare alla Figc un commissario che pensi meno alle poltrone e più al pallone.

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