Basta sciacallaggi delle Destre. Così ammazzano il Paese

di Gaetano Pedullà

Chiamiamolo col suo nome: alto tradimento. Chi sta fomentando anche indirettamente il malcontento che c’è nel Paese, spingendo i cittadini rimasti senza un soldo persino per la spesa ad assaltare i supermercati, sappia che così non si mette in croce il Governo o la maggioranza che lo sostiene, ma la stessa democrazia e i princìpi della Costituzione. Le destre che in Parlamento hanno detto di voler dare un contributo per farci uscire tutti da questa terribile fase di emergenza, la smettano perciò di sparare balle come il regalo di cinquanta milioni alle imprese della Tunisia mentre qui non si trovano le mascherine e negli ospedali manca di tutto.

Il regalo è in realtà un prestito sottoscritto nel 2017 con la Cassa depositi e prestiti, che pertanto non può avere nessun nesso con la pandemia esplosa poco più di due mesi fa. D’altra parte, il tempo degli sciacalli viene quando per la preda non c’è più scampo, e invece l’Italia non è morta, sta combattendo meravigliosamente per battere il virus, con i medici, gli infermieri, le persone chiuse in casa e orgogliose sui balconi, e pertanto non merita di essere ingannata da una politica tanto becera. Detto questo però c’è un problema. Chi ha un posto pubblico o lavora per grandi imprese private, pur restando a casa ormai da tre settimane ha ricevuto in questi giorni l’accredito dello stipendio. Ma per tutti gli altri la situazione è talvolta drammatica.

Le piccole imprese che non hanno più visto un pagamento da febbraio, i lavoratori autonomi, i professionisti e chi si dà da fare anche in nero – e qui me ne frego se qualcuno vorrà sgridarmi perché mi preoccupo più della sopravvivenza che delle tasse non pagate – in molti casi non hanno riserve finanziarie. Perché saremo pure un popolo di risparmiatori, ma l’economia arranca da anni e il tanto bistrattato Reddito di cittadinanza ha messo una pezza e non certo dissolto l’indecenza di uno Stato arrivato a contare cinque milioni di persone in povertà assoluta.

AGIRE SUBITO. Per tutti questi cittadini bisogna fare quindi qualcosa, e farlo subito. Mentre in Europa chiedono dieci giorni solo per decidere se autorizzare i Covid-bond, il reggente dei Cinque Stelle, Vito Crimi, ha riunito ieri tutti i ministri del Movimento per fare in modo che già la prossima settimana in un modo o nell’altro arrivino i primi soldi nelle tasche almeno di chi ne ha diritto in base al decreto Cura Italia. Subito dopo, però, a tamburo battente, bisognerà pensare agli altri, e pazienza se al solito ci saranno degli approfittatori: qui si tratta veramente di far campare la gente.

Parallelamente va imbastito un gioco di squadra. Ineccepibile il ruolo del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, tornato ieri a suonare la sveglia a un’Europa ancora una volta a corto di solidarietà. E prezioso il lavoro svolto dal premier Giuseppe Conte, che forse non otterrà i soldi vincolati nella trappola del Mes, ma con la sua autorevolezza e la capacità di portare dalla stessa parte anche la Spagna, costringerà i Paesi del Nord Europa a tenersi per ogni giorno del loro avvenire la macchia di un egosismo più forte della pandemia e di migliaia di morti. Un regalo gigantesco ai partiti sovranisti e di fatto l’innesco della fine di un’Unione europea bella nelle intenzioni ma tragica in gran parte delle sue azioni.

Nello stesso gioco di squadra difficilmente vedremo il Centrodestra, malgrado l’europeismo sbandierato da un Berlusconi ormai del tutto marginale rispetto a Salvini e la Meloni. Questi ultimi due ancora ieri hanno chiesto a Conte – quello che la leader di Fratelli d’Italia ha definito un criminale – di essere coinvolti nella trattativa con quella stessa Europa che vogliono distruggere. Portarseli al seguito in delegazione significherebbe perciò perdere ogni negoziato ancor prima di iniziare. Se volessero aiutare davvero, il massimo che possono fare è stare in panchina e smetterla di tifare per chi ci gioca contro. Può sembrare poca cosa, ma gli italiani sono stanchi di polemiche e colpi bassi, e i segni di ripresa nei sondaggi elettorali per M5S e Pd, mentre la Lega ormai se lo sogna il 38% dei giorni del Papeete, testimoniano che la sobrietà e la serietà pagano più del clamore con cui si insegue qualche nuovo like.

Un discorso che vale uguale uguale per l’altro Matteo (Renzi) innamorato del progetto di un governo Draghi, mentre Liberi e Uguali e soprattutto il Pd, più leali col premier e in fin dei conti, in un momento così difficile, con l’Italia, corrano per approvare in Parlamento i decreti con cui si rendono disponibili le ingenti risorse economiche fin qui stanziate. I Cinque Stelle, infine, oltre che puntellare un presidente del Consiglio che sta affrontando con saggezza una situazione inedita per drammaticità e necessità di intervento, continuino a farsi voce, lacrime e speranza di tutti coloro che stanno pagando un prezzo altissimo anche economicamente, perché una volta sconfitto il virus riparta un’Italia dove nessuno è lasciato indietro. Un’Italia migliore.

 

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