L'Editoriale

Battaglia oscurantista sulla salute

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Non c’è niente di più oscurantista delle guerre di religione. Se Mao definiva le fedi l’oppio dei popoli, non serve un approccio particolarmente laico e ragionante per definire folli quei sedicenti martiri che si fanno esplodere in odiosi attentati o si fanno ammazzare dopo aver affidato ai loro kalashnikov la nuova semina di odio e di morte. Mentre passano all’altro mondo, i poveri invasati non lo sanno che dietro al loro sacrificio si giocano regolarmente partite economiche e di potere che con la religione hanno poco a che fare. Per questo sulle grandi questioni dovrebbe sempre prevalere un approccio consapevole e non fideistico. Esattamente il contrario di quanto sta avvenendo in Italia sui vaccini. La scienza è ampiamente concorde nel sostenere che sono necessari, ma se qualcuno osa dubitarne o solo fare informazione (il caso della trasmissione Report) finisce subito all’indice. Non criticato ma addirittura lapidato, come è successo a un medico di Treviso radiato dall’Ordine professionale. Così però lo scontro si radicalizza e da una parte e dall’altra si diventa irragionevoli ultrà. Inconsapevoli supporter della ricca industria farmaceutica.

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