Bonafede l’arcinemico dei boss

di Gaetano Pedullà

Da quando Giletti ha provato a farmi passare per amico di Buzzi, esibendo come prova la pistola ad acqua di una telefonata in cui cercavo di verificare una notizia alla fonte, spesso mi viene in mente quanto abbia pagato ben più caro il ministro Bonafede. Infatti, se con me il conduttore di Non è l’Arena voleva giusto rifarsi dell’accusa che gli ho rivolto di aiutare la mafia contrapponendo all’infinito il guardasigilli al magistrato Di Matteo, invece il responsabile della Giustizia avrebbe colpe di gran lunga maggiori, in quanto liberatore di decine di mafiosi in carcere.

Un fatto doppiamente grave se fosse vero. Oltre a fare un regalo ai boss, le scarcerazioni demolirebbero la matrice antimafia del Movimento Cinque Stelle, passato – nel racconto di Giletti – da bandiera dell’onestà a complice dell’illegalità. Per chi ha smesso di credere alle favole di certa televisione c’è modo per fortuna di accedere a informazioni più sicure, come quelle fornite ieri dal Consiglio d’Europa sulla popolazione carceraria. All’interno del rapporto, molto dettagliato, è spiegato che le amministrazioni penitenziarie di 25 Paesi hanno affrontato l’esplosione della pandemia rilasciando migliaia di detenuti.

Più nello specifico, Albania, Andorra, Armenia, Austria, Azerbaigian, Belgio, Cipro, Danimarca, Francia, Islanda, Irlanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Monaco, Norvegia, Portogallo, Serbia, Slovenia, Spagna, Turchia, Inghilterra, Galles, Irlanda del Nord e Scozia, oltre all’Italia, hanno mandato a casa 143mila persone in stato di reclusione. Con punte elevatissime, come nel caso di Ankara, che ha liberato il 40% dell’intera popolazione carceraria, seguito da Francia (23%), Portogallo (17%), Slovenia (16%), Norvegia (15%), ecc.

Noi con il presunto “svuotacarceri” Bonafede siamo in fondo alla lista con meno del 10%, e comunque con tutti i capi clan al 416 bis tornati in cella. Quindi una storia ben diversa da quella che si è fatta passare, e che in un Paese dove la tv fa buona informazione obbligherebbe a doverose rettifiche e precisazioni. Ma dove si cerca solo il colpo a sensazione, illudendoci che il bianco sia nero e viceversa, c’è poco da sperarci.

 

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