L'Editoriale

Cambiare nella Sanità per curarla

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp

Il professore Silvio Garattini, uno scienziato straordinario, ieri ha fatto una scoperta. Nei soli quindici anni passati nel Consiglio Superiore di Sanità – ci ha informato – non era mai successo che il ministro competente ne cambiasse tutti insieme i componenti. Insomma, chi entrava in questo prestigioso organismo, per quanto puramente consultivo, ci restava per decenni, come di rigore in un Paese immobile e sdraiato davanti alle baronie accademiche. Questo non vuol dire che i trenta luminari revocati non meritassero quel ruolo. Anzi! Molti di loro sono autentici geni della medicina, pionieri nei loro campi di ricerca, alfieri della grande scuola italiana nel mondo. Dunque non può esserci nulla di punitivo o di becero spoils system nella decisione della ministra Giulia Grillo di azzerare il Consiglio, indipendentemente da giudizi di merito che la politica non può dare. Il metodo di conservazione all’infinito della cadrega, quello invece sì che è discutibile e tocca proprio alla politica cambiarlo. Così il ministro ha scardinando uno dei Sancta sanctorum della medicina, tra i simboli di una casta universitaria che resta largamente impenetrabile ai giovani senza santi in paradiso. In discussione è dunque un sistema e non i componenti del Consiglio, di alcuni dei quali posso personalmente testimoniare una meravigliosa umanità prima ancora che una immensa capacità medica. Il Governo del cambiamento fa bene dunque a cambiare i metodi, ma non a privarsi di qualità che qualunque politico saggio vorrebbe trovare nei suoi consulenti.

Gli ultimi editoriali

Tocca a noi cambiare canale

Non ci facciamo mancare niente: corvi nel Csm, 007 che confabulano con politici come amanti clandestini negli autogrill, dossieraggi persino nelle sacre stanze del Vaticano,

Continua »
L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La Giustizia che fa paura alla Lega

Chi avesse ancora dubbi su uno dei motivi per cui il Governo Conte è stato fermato proprio il giorno prima che l’allora ministro Bonafede facesse il punto sulla riforma della Giustizia, senta bene le parole dette ieri da Salvini: “Questo Parlamento con Pd e 5

Continua »
TV E MEDIA