L'Editoriale

Caso Fincantieri, se Bruxelles alimenta la barbarie

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Occhio per occhio… secoli di cultura industriale, di deontologia in economia, di diplomazia e regole europee andate in fumo in pochi giorni per una prepotenza del governo francese alla quale doveva essere la Commissione europea prima di chiunque altro a rispondere, impedendo la nazionalizzazione dei cantieri navali di Saint-Nazaire conquistati secondo le regole del mercato dall’italiana Fincantieri. L’europeista per modo di dire Macron, dopo aver conquistato l’Eliseo, si è messo però di mezzo, sottraendoci con un palese abuso il gioiello francese della cantieristica.

Il nostro premier e i suoi ministri Padoan e soprattutto Calenda hanno protestato a più non posso, ma di fronte alla chiusura di Parigi e l’imperdonabile silenzio della Commissione Ue, Roma è tornata all’antica legge del taglione. Tu Francia impedisci a un gruppo italiano di conquistare i cantieri navali e noi Italia impediremo ai francesi di Vivendi di papparsi il nostro ex monopolista della telefonia, Tim. Così si facevano gli affari ai tempi dei barbari, e così si torna a farli adesso. Con questa Europa non è andata esattamente come immaginavano De Gasperi e C.

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