L'Editoriale

C’è un gattopardo sul Colle

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Di Gaetano Pedullà

C’è un gattopardo sul Quirinale. E venti di cambiamento che soffiano pure sul Colle. Non facciamoci illusioni: non si tratta di Napolitano che dopo quasi un decennio lascia il Quirinale. Questo sarebbe davvero troppo. La novità però non è di poco conto. Il Presidente della Repubblica – una vita nel vecchio Pci e poi fianco a fianco con i D’Alema e i Bersani che l’hanno eletto due volte Capo dello Stato – improvvisamente cambia cavallo. Ciao bella ciao al partito che fu e mentre ci siamo anche alla Cgil della Camusso. Basta conservatorismi e corporativismi, dice Napolitano, saltando come un acrobata sul carro di Renzi. Bene, bravo, bis, possiamo dirgli dal piccolo pulpito di un giornale riformista come il nostro. I corporativismi, le lobby, i privilegi sono una palla al piede che l’Italia deve togliersi in fretta. Questo giornale è nato per dire queste cose tutti i giorni. Il cambiamento però deve essere vero. E non ispirato a seconda del tempo che fa, magari pensando che se tutto cambia nulla cambia per chi stava in sella e vuol restarci ancora. Chiedere più coraggio contro la disoccupazione dopo aver difeso per 40 anni l’articolo 18 è un buon gesto. Ma quanto convince poco.

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