L'Editoriale

Chi è co-responsabile del raffreddamento di parte del consenso d’opinione verso il M5S si guardi allo specchio

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Chi leggerebbe un giallo sapendo dalla prima riga chi è l’assassino? Ecco, alla stessa maniera ieri abbiamo sentito lunghi dibattiti sempre con la stessa domanda: dopo il voto in Abruzzo il Governo di che morte muore? Curiosità sacrosanta se non fosse che la risposta all’enigma si conosce già, visto che Lega e 5 Stelle hanno sempre spiegato che una cosa sono le elezioni politiche e altra sono quelle amministrative, peraltro ampiamente falsate dall’imbroglio delle liste civetta. Dunque il Governo va avanti, anche se ora abbiamo alcune nuove indicazioni. Vista l’affermazione di Matteo Salvini, la prima è che gli italiani hanno plebiscitariamente assolto il vicepremier leghista da un ipotetico processo per la storia della nave Diciotti, e gli alleati M5S di questo non possono non prendere atto, a partire da quella fronda che vorrebbe concedere l’autorizzazione a procedere per far poi cadere l’Esecutivo e relegare i pentastellati a un’eterna opposizione. La seconda indicazione è che la linea politica del Carroccio è chiara, mentre quella 5S un po’ meno, divisa tra chi ce la sta mettendo tutta nel governare e chi invece spera ancora in futuri accordi col Pd, magari una volta che sarà de-renzizzato con l’arrivo di Nicola Zingaretti alla segreteria. Più che mettere sul banco degli imputati Luigi Di Maio, chi è co-responsabile del raffreddamento di parte del consenso d’opinione verso il Movimento farebbe bene a guardarsi allo specchio. E magari accelerare con i provvedimenti per recuperare uno spaventoso numero di elettori astenuti e quelli ormai lontanissimi da Pd e Forza Italia.

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