L'Editoriale

Ci fregano di nuovo sui finanziamenti ai giornali

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Ieri è stato molto utile fare un ripasso delle riforme non più rinviabili per avere finalmente anche in Italia un’informazione sana e accessibile a tutti. A fare l’elenco (leggi l’articolo) ci ha pensato Beppe Grillo, che sul suo blog ha messo in fila la rete pubblica della fibra, la copertura di tutto il territorio nazionale, comprese le aree dove gli operatori privati hanno poco o niente da guadagnare, il 5G, il wi-fi gratis e lo sviluppo delle nuove tecnologie, fino alla politica fuori dalla Rai, l’eliminazione dei contributi pubblici all’editoria, il superamento della legge Gasparri e altro ancora.

Tutto giusto, tutto bello, se non fosse che tra i suoi primi atti la nuova maggioranza ha rinviato di due anni la fine del finanziamento dello Stato a una serie di giornali. Quella che è da sempre una battaglia dei Cinque Stelle, e che permetterebbe a giornali liberi e sani come La Notizia di competere ad armi pari con gli altri quotidiani, è stata calpestata – a grosse spese dei contribuenti – per tenere in vita fogli che da soli non resisterebbero un minuto sul mercato, e che per questo difendono il sistema con le loro bugie e cospargono di letame chi può permettersi di raccontare i fatti e analizzarli con sincerità.

Avere internet più veloce al mondo servirà a far viaggiare più velocemente le menzogne se non si faranno le barricate per approvare una legge seria sul conflitto d’interessi, perché le tv e i periodici in mano ai soliti noti, con i loro servi messi a presidio dell’informazione, possono far passare facilmente i santi per diavoli e viceversa. Una dittatura dei media. Altro che democrazia!

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