L'Editoriale

Ci mancava il partito di Calenda. L’ex ministro ringrazia così il Pd che sei mesi fa lo fece diventare europarlamentare

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Per chi ne sentiva la mancanza, tra breve arriverà un nuovo partito di cui al momento sappiamo tre cose: lo guiderà l’ex ministro ex montezemoliano ex renziano ex piddino Carlo Calenda; non è ancora nato e ha già provato a impossessarsi abusivamente delle sardine in piazza a Bologna contro Salvini; e infine – come unica condizione – può allearsi con tutti tranne che con i 5 Stelle.

Premesso che semmai sono i 5 Stelle a non volerne sapere di Calenda, con il nuovo soggetto politico avremo balcanizzato meglio la Sinistra, aggiungendo un elemento di instabilità al Governo Conte, che piaccia o no l’unico argine rimasto al dilagare della peggiore Destra possibile, divisiva tra Nord e Sud del Paese, isolazionista in Europa, intollerante e priva di un progetto economico, se non promettere miliardi che non ha per tagliare le tasse che a quei cattivoni di Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti invece piace aumentare.

Piuttosto che spiegare come scelse gli indiani di ArcelorMittal per l’Ilva, Calenda ringrazia così il partito che appena sei mesi fa l’ha fatto diventare parlamentare europeo. Perderemo il sonno per questo? Le preoccupazioni dell’Esecutivo sono già così grandi da non potersi certo spaventare di un ruggito di coniglio, mentre nel Pd questo nuovo esodo dopo quello di Italia Viva può fare solo altra pulizia nei gruppi dirigenti. Non è dato sapere invece cosa ci guadagna Bonaccini, che così taglia un nuovo filo con i pentastellati dei quali ufficialmente o ufficiosamente ha disperato bisogno per non lasciare l’Emilia Romagna alla Borgonzoni.

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