L'Editoriale

Un vaccino per i conflitti d’interesse

claudio de vincenti
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Diciamo la verità: si è fatto sempre così. Dopo anni di servigi, ai tempi della prima Repubblica era la norma che i partiti piazzassero le loro prime e seconde file – una volta che erano arrivate a fine corsa – nei Consigli di amministrazione delle partecipate pubbliche. Allo stesso modo i grandi gruppi economici si sono sdebitati offrendo poltrone e dorate a chi in aveva ricoperto in precedenza ruoli pubblici, anche con responsabilità dirette sul controllo di settori regolati.

Una prassi che ha alimentato le porte girevoli tra politica e affari, a cui vanno aggiunti i tanti funzionari dello Stato, anche nell’amministrazione finanziaria, che senza fare un plissé si sono trasformati da controllori in ben pagati dirigenti dei controllati.

Niente di nuovo sotto il sole, dunque, se il ministro Padoan che ha messo miliardi pubblici, cioè soldi nostri, nel Monte dei Paschi diventa presidente dell’Unicredit che sarebbe in procinto di comprare per due soldi proprio la banca senese. Oppure se l’ex viceministro alle infrastrutture Claudio De Vincenti, del Pd, diventa presidente di Aeroporti di Roma, società che ha in concessione l’infrastruttura aeroportuale di Fiumicino, controllata al 95% da Atlantia, la holding che controlla a sua volta Autostrade per l’Italia e i cui azionisti di riferimento sono i Benetton.

Chi si domandasse come hanno fatto proprio questi signori a trasformarsi da abili confezionatori di magliette in miliardari (con i soldi dello Stato) può trovare anche nella scelta di De Vincenti la risposta. Il segreto sono stati i buoni “rapporti” con la politica, e non solo con la Sinistra, visto che la Lega di Salvini si mise non poco di traverso rispetto alla revoca su due piedi della concessione di Autostrade chiesta dai 5 Stelle dopo il crollo del ponte di Genova.

Questi rapporti con la politica, che garanzie hanno dato rispetto agli interessi perseguiti dai politici? Avranno fatto tutto quanto era possibile per favorire i cittadini piuttosto che i privati? Nel caso di Autostrade possiamo guardare i fatti: ai concessionari sono andati ogni anno miliardi, mentre viadotti e gallerie marcivano e gli automobilisti pagavano tariffe tra le più alte d’Europa. Dunque possiamo giustamente scandalizzarci per la nomina di De Vincenti, ma la cosa finisce lì se non fabbrichiamo l’unico vaccino senza controindicazioni esistente: una seria legge sul conflitto d’interessi.

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