L'Editoriale

Com’è che i soldi per le armi si trovano e per inquinare meno no?

Friday for future
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L’ambasciatore russo che accusa l’Italia di avere le mani sporche di sangue per aver dato le armi all’Ucraina, come se fosse Mosca attaccata da Kiev e non viceversa, rivela quanto la guerra travolga ogni cosa, a cominciare dalla verità. Ogni belligerante – d’altra parte – vede sempre le cose come gli fa più comodo, negando anche l’evidenza pur di darsi ragione e continuare a sparare.

La guerra dell’energia

Un cliché che non sfugge neppure a un altro conflitto, come ieri ci hanno ricordato i ragazzi che in tutto il mondo manifestavano per l’Ambiente. Qui si combatte la guerra più sporca del pianeta – la guerra dell’energia – che vede da una parte l’industria costruita attorno alle fonti fossili, costretta a comprare tempo per sopravvivere quanto basta a massimizzare gli enormi investimenti del passato, e dall’altra un nuovo sistema economico più sostenibile, che ha bisogno della consapevolezza ambientale per sostituire il modello produttivo esistente.

Da una parte e dall’altra ballano immense quantità di denaro, ma più di tutto la stessa sopravvivenza della Terra. Ma se al pari di quanto accade in Ucraina, i contendenti ci raccontano le cose come vogliono, qui il più forte – l’industria del petrolio – è più martellante nel sostenere che senza gas e greggio – russo o americano è lo stesso – si ferma il mondo.

In realtà, però, questa logica commerciale ha già devastato abbastanza, e la domanda che i giovani dei Fridays For Future pongono ai nostri politici è tanto semplice quanto scandalosa: com’è che i soldi per le armi si trovano e per inquinare meno no? Aspettiamo con ansia la risposta.

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