L'Editoriale

Crac bancari, un pasticcio che resta tutto

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Il Senato non toglie la fiducia al Governo per il pasticcio brutto dell’Etruria, la banca col padre del ministro Boschi vicepresidente, salvata insieme ad altri tre istituti di credito pieni di buchi. Il dato politico era scontato: la maggioranza con il sostegno ora plateale di Verdini & C. ha confermato di esserci. Quello espresso dal Parlamento è però un giudizio politico. Che è cosa diversa dall’accertamento di eventuali responsabilità penali su tutta la vicenda banche, e in qualche caso persino dalla stessa realtà dei fatti. Se non fosse così, mai sarebbe passata la versione di Ruby nipote di Mubarak. Renzi ha dunque di che festeggiare per la solidità del suo Esecutivo, e persino per qualche pezzo perduto lungo la strada dalle opposizioni. Ma sulla storia dell’Etruria non c’è da far festa. Il conflitto di interessi del suo ministro, negato ieri ancora con più convinzione del passato, resta un’ombra su Palazzo Chigi. Mentre la magistratura, fin ora silente come se non volesse influenzare il voto sulle mozioni di sfiducia, difficilmente non avrà nulla da dire su un crac milionario. E sugli amministratori delle banche saltate, padre della Boschi compreso.

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