L'Editoriale

Dal Nazareno al nuovo Patto Gentiloni

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Con un discorso dignitoso, senza voli pindarici, Paolo Gentiloni si è preso la fiducia della Camera. Oggi andrà allo stesso modo anche al Senato, dove i verdiniani per ora non hanno avuto ordine né da Renzi né da Berlusconi di staccare la spina. Il nuovo Governo non è figlio di grandi intese, ma sul potere Matteo e Silvio si intendono benissimo. Al primo questo Esecutivo serve così com’è, debolissimo, con un unico compito: fare la legge elettorale e non mettersi strane idee in testa per durare, aprendo la strada alle urne prima possibile. Anche al Cavaliere la soluzione trovata per Palazzo Chigi è ideale. E pazienza se aver preso a schiaffi milioni di italiani che hanno votato No al referendum, riproponendogli la stessa squadra di Renzi senza la faccia di Renzi, presenterà un prezzo alle elezioni. Qui si naviga a vista e nel corto orizzonte di Berlusconi ci sono solo le sue aziende. Non c’è da meravigliarsi allora se Gentiloni, come primo atto, nel suo discorso di insediamento ha messo in guardia i francesi dei Vivendi che stanno scalando Mediaset senza essere autorizzati. Alla faccia del libero mercato.

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