L'Editoriale

La destra ha già tradito l’Ambiente

Ambiente Giorgetti
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Quando pensavamo di averle viste tutte, con l’armamentario delle destre più becere e oscurantiste di sempre dispiegato in esibizioni di crocifissi ai comizi, diritti civili lapidati in tv, persino la pretesa di non fare i vaccini a chi ha meno di 40 anni mentre c’è una pandemia, ecco che spuntano nuove vette inesplorate.

L’ultima l’ha appena indicata il ministro Giancarlo Giorgetti (nella foto), cioè l’eminenza grigia della Lega, che ha chiesto di frenare la transizione ecologica se no un po’ di aziende non potranno più produrre i loro motori e impianti inquinanti. Nelle ore in cui Germania e Belgio piangono quasi duecento morti per un disastro dovuto ai cambiamenti climatici, il nostro ministro dello Sviluppo (e braccio destro di Salvini) ci rivela di essere rimasto ai Flintstones, oltre che dimenticare l’obiettivo a cui è vincolato gran parte del Recovery Plan.

Limiti che in tanti casi, in passato, non hanno retto alle imposizioni di una politica ottusa e di poco respiro, genuflessa agli interessi dei padroni delle ferriere piuttosto che dell’ambiente e della casa comune. Questa destra arcaica e affarista è oggi al governo del Paese grazie alla promessa fatta da Mario Draghi al Parlamento italiano e alla Commissione europea di ben altro sostegno ai temi green.

Eppure dal premier non si è sentita una parola per prendere le distanze da questa come dalle altre trincee che il sistema industriale tradizionale sta erigendo, con lo scopo di guadagnare ancora tempo, spostando più in là i costi di una nuova produttività sostenibile. Un tempo che abbiamo già abbondantemente sperperato.

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