L'Editoriale

Diritti civili, contro natura è la politica immobile

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Nel Far West non c’è regola se non quella del più forte. E in questa Italia troppo impegnata a sopravvivere i più forti dettano legge. La forza può essere quella della disperazione del povero Dj Fabo o dell’altro italiano che ieri si è lasciato morire nella stessa clinica svizzera, visto che lo Stato non gli ha permesso di scegliere. Oppure può essere il sedicente amore per una paternità contro natura, come è riuscita a due uomini che hanno potuto pagare la fecondazione assistita di due gemelli negli Usa e poi vedersi riconosciuto in tribunale di essere entrambi padri, nonostante manchi una legge che lo consenta. Ognuno fa quello che gli pare insomma, tanto la politica ha altro per la testa: congressi del Pd da organizzare, tafferugli tra Berlusconi e Salvini da sedare, polizze della Raggi da firmare. L’unica cosa che dovrebbe fare la politica – una pletora di parlamentari, eurodeputati, consiglieri regionali, leader di partito e intoccabili percettori di vitalizi – non la fa: dettare le regole del vivere comune, garantire i diritti che non ci sono e impedire che paternità contro natura siano scambiate per gesti di amore mentre sono solo atti di egoismo.

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