L'Editoriale

Dopo Mattarella, adesso sia Salvini a farci la grazia

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Prima o poi questo Paese non vorrà più sentire parlare di politica. Già la snobba abbondantemente alle urne e nei talk show in tv. Colpa delle furbizie per assecondare le convenienze di bottega che finiscono per rendere inconcludenti e divisive anche le migliori intenzioni. Esattamente quello a cui stiamo assistendo in queste ore. Il Presidente della Repubblica concede la grazia parziale a un signore condannato per aver ucciso un ragazzo che gli stava portando via l’auto. Mattarella – notoriamente un cattolico e moderato – non ha deciso d’impulso, ma ha seguito l’iter previsto dalla Costituzione, sentendo in prima battuta il parere del ministro della Giustizia, Orlando, che è esponente del Pd. Bene, arriva la grazia, e la Lega si auto innalza un monumento tutto proprio, cercando di appropriarsi di un gesto di apertura di tutta la politica (e di buon senso, visto il comportamento esemplare del condannato) per cancellare il reato di eccesso di difesa, sul quale invece non c’è nessun accordo. Pure un provvedimento positivo, insomma, finisce per creare nuovi fossati. Non ci meravigliamo allora se la politica arranca e il Paese resta nel pantano.

 

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