Due Mattei col terrore di sparire

di Gaetano Pedullà

Si dice che al peggio non c’è fine. Ma alla nostra povera Italia che poteva capitare di peggio di un Renzi che mette in bilico il Governo e se ne va a sciare, e di un Salvini che tra croci, rosari e crociate antiabortiste può riportare all’anno zero i diritti civili delle donne? A chi critica, e talvolta anche giustamente, il Governo Conte per le cose che non riesce a fare, sarebbe utile fare osservare che gli assi delle opposizioni all’interno e all’esterno all’Esecutivo hanno perso il lume della ragione.

Il primo, quello del partitino Italia morta, inchiodato al 4% e quasi certamente destinato a sparire dal Parlamento in caso di elezioni subito, ha in testa solo le nomine pubbliche, dove non potrà più piazzare le centinaia di amici e postulanti che ogni anno si presentano alla sua Leopolda, magari con ricche donazioni. Dopo aver usato l’alibi della prescrizione per tirare la corda e tenersi quante più poltrone (gli attuali manager e consiglieri delle partecipate pubbliche sono stati tutti nominati direttamente da lui o dal Governo Gentiloni) ora è terrorizzato che qualche suo parlamentare si metta in salvo da un leader impazzito e torni nel Pd. Così dell’ex rottamatore non ci sarà più bisogno in maggioranza e finalmente potrà andare a fare compagnia al suo omonimo frequentatore del Papeete.

Salvini, dopo l’errore monumentale del tradimento di Di Maio, ha sparato in pochi mesi tutte le cartucce che aveva per tenere i riflettori accesi su di sé, e se dovesse andare avanti così per tre anni arriverà a fine legislatura completamente spompato, facendo riscendere la Lega a livelli vicini al 4% dove l’aveva presa. Per questo, viste le prime avvisaglie in Emilia Romagna e nei sondaggi dove lo incalza la Meloni, non ha scelta che sparare ogni giorno una sciocchezza più grossa. Così a sentire l’ex ministro dell’Interno dovremmo uscire dell’Europa come ha fatto la Gran Bretagna, e pazienza se Londra con la sterlina e il paracadute americano può prendersi dei rischi che per noi con l’euro e 1.400 miliardi di debito pubblico sarebbero invece una certezza: il fallimento dello Stato. Un problemino da niente per chi preferisce andarsene a sciare o agitare il Paese dicendo fesserie.

 

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