Elezioni Presidente della Repubblica: a destra si vogliono bene

Le elezioni del Presidente della Repubblica dimostrano che "a destra si vogliono bene", talmente tanto da bruciare la Casellati.

Quando ieri sera, dopo la sesta votazione per le elezioni del Presidente della Repubblica, Salvini ha annunciato ai giornalisti che stava lavorando per una donna al Quirinale, a metà del genere umano è venuto un brivido sulla schiena: tutti i nomi che ha dato finora il sedicente kingmaker leghista sono stati fatti secchi all’istante. Meglio toccare ferro prima che la lista del Papeete finisca e magari nomini la prima che passa.

CONFERENZA STAMPA DEL CENTRO DESTRA PER LE TRE CANDIDATURE ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA

Elezioni Presidente della Repubblica: impallinata Maria Elisabetta Alberti Casellati

D’altra parte, più stecchita di tutti è proprio una donna, la Maria Elisabetta Alberti Casellati vien dal mare, impallinata dalla sua stessa parte politica, ad ennesima riprova che l’attuale Centrodestra è un concetto allegorico e non certo quel monolite di cui straparlavano fino a ieri i capibastone di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Nell’attesa che la notte porti consiglio e le forze politiche si rendano conto che il teatrino di questi giorni sta schifando gli italiani, va registrato che solo ieri sera si è cominciato a ragionare sul metodo, oltre che sui profili dei quirinabili.

E al di là del fatto che in uno spirito di concertazione – anziché di muro contro muro – si è fatta largo effettivamente l’idea di una donna sul Colle, si sono messe le basi per quel dialogo assolutamente necessario per non far schiattare pure il governo.

Elezioni Presidente della Repubblica: sfiduciato il premier Draghi

Il premier Draghi, di fatto sfiduciato dal no di tutti alla sua sciatta autocandidatura, è certo che dal prossimo Consiglio dei ministri avrà di fronte una schiera di novelli Berrettini, il nostro favoloso tennista che agli Open d’Australia ha risposto ai suoi contestatori con un plateale “Non sento”.

E così andare avanti sarà durissima, chiunque finisca al Quirinale.