L'Editoriale

Gas dall’Egitto, Letta strumentalizza l’omicidio Regeni come un Salvini qualunque

Gas dall'Egitto
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Se potessimo comprare il gas da chi ci fa più simpatia, non ci sarebbe speranza per i russi così come per arabi, egiziani, algerini, libici e pochi altri paesi governati da dittatori e altra bella gente della stessa risma. Molto meglio i simpatici spagnoli, i cordiali canadesi o chi preferite voi, ma siccome i produttori di energia sono pochi, appunto, o ce li facciamo piacere per quanto è possibile o ci teniamo spenti il condizionatore, la cucina e pure l’accendino.

La fornitura di gas dall’Egitto

Dunque il segretario del Pd, Enrico Letta, che storce il naso per le nuove forniture dal monarca del Cairo, Al Sisi, strumentalizza il fabbisogno energetico e l’omicidio Regeni come un Salvini qualunque, nascondendo senza riuscirci che ci troviamo più di altri sotto il ricatto energetico per aver fatto affari in passato con committenti unici, a seconda delle convenienze della politica del tempo, prima con Gheddafi e poi con l’amico (di Berlusconi) Putin.

Scelte scellerate a cui il Pd non risulta che si sia particolarmente opposto, anche se su questo aspetto ora soffre di amnesia. Dimenticare, d’altra parte, può essere perfetto se c’è da protestare contro l’apertura di una base miliare in un parco a Pisa. Se la memoria funzionasse, infatti, i dem dovrebbero spiegare come mai la controfirma all’autorizzazione ce l’ha messa un loro ministro: Guerini.

La memoria corta del Pd

Per questo il partito di Letta evita accuratamente le cure a base di fosforo, se no potrebbe rammentare battaglie storiche oggi del tutto dimenticate, dal welfare alla Giustizia, all’Ambiente e alla trasizione Green. L’unica strada, quest’ultima, per scansare sul serio gli autocrati padroni dell’energia.

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