Giorgia finta Robin Hood

Dopo aver demolito gli accordi con i partner europei per condividere i migranti la Meloni ha cominciato a fare lo stesso con l’economia.

Dopo aver demolito gli accordi con i partner europei per condividere i migranti (sai la voglia che hanno di prendersi chi sbarca in Italia) la Meloni ha cominciato a fare lo stesso con l’economia. Un compito non difficile, perché le previsioni vedono il Pil dell’anno prossimo vicino allo zero.

CONFERENZA STAMPA DELLA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MELONI

Ma si può sempre fare di peggio, e allora ecco l’attacco di ieri al Superbonus 110% sulle ristrutturazioni edilizie, antipasto della sforbiciata che seguirà sul Reddito di cittadinanza. Malgrado sia circondata da economisti, la premier ha sentenziato che l’intervento dello Stato per favorire l’efficienza energetica e la stabilità degli immobili è stato un favore ai ricchi, quando invece sono decine di migliaia le piccole imprese e le famiglie che ne hanno beneficiato, con l’effetto di portare l’anno scorso la crescita al 6,7% (record in Europa) e far volare le entrate tributarie.

Un fiume di ricchezza distribuito su tutto il territorio nazionale, di cui lo Stato si era impegnato a restituire una parte attraverso i crediti fiscali poi incasinati da Draghi, bravo a prendersi i meriti del Pil in salita ma braccino corto al momento di saldare il conto.

Meloni, in linea con la scuola draghiana (notoriamente al servizio dei poveri e non dei banchieri) dunque ha sparato a zero sul Superbonus, al punto da farci immaginare che l’aboliva.

E invece no: la norma voluta dai 5S non va bene però se la tiene, tagliando il contributo dal 110 al 90%, cioè quanto basta a scoraggiare davvero i meno ricchi. Così Giorgia frega ancora i poveri, cercando pure di passare per Robin Hood.