L'Editoriale

Gli effetti di una buona riforma

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Un salto in avanti di 159mila assunti in più solo nel primo vero mese di applicazione del Jobs act è qualcosa di straordinario. Politica e giornali continuino pure a processare Renzi per i voti perduti alle regionali o per lo scontro con le opposizioni interne al Pd. Chissenefrega se poi con una sola riforma ci sono cen-to-cin-quan-ta-no-ve-mi-la uomini e donne che hanno un lavoro, e con questo una prospettiva per il loro futuro. La politica che guarda a se stessa e ai miseri giochi di Palazzo è merce per i sempre meno affezionati addetti al lavori. Alle persone comuni interessa pochissimo, come le puntate di Porta a Porta che non a caso per raccattare share fa una puntata di politica e due di madonne, cronaca nera, attori e cantanti. Diamo perciò il mongolino d’oro a chi si è stupito per quel 47% di elettori che domenica scorsa è andato al mare. La politica potrà tornare a interessare quando darà lavoro e risposte concrete ai problemi, a partire da sicurezza e salute. Con il Jobs Act una risposta c’è stata. Si poteva fare meglio? Sicuramente, ma non si poteva non fare. E una volta passati i processi resteranno i numeri. E gli effetti di una buona riforma.

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