L'Editoriale

Gli sbarchi e le colpe delle destre

In undici mesi di governo Meloni gli sbarchi dei migranti hanno raggiunto il massimo storico.

Gli sbarchi e le colpe delle destre

Se in undici mesi di governo Meloni gli sbarchi dei migranti hanno raggiunto il massimo storico, mettiamoci le mani ai capelli prima di immaginare cosa ci aspetta negli anni avvenire. Povertà, desertificazione e altri effetti dei cambiamenti climatici spingeranno ancora più persone verso l’Europa, e qui i governi non stanno facendo altro che subire, incapaci di adottare una seria strategia comune.

Di tentativi, in realtà, se ne sono fatti, ma accordi come quelli di Dublino o di Malta si sono rivelati politicamente fragili, oltre che privi di azioni in grado di rimuovere i motivi economici delle migrazioni. In Italia la destra populista si è illusa di poter risolvere un problema tanto complesso con una ricetta semplice come il blocco navale. Le prese in giro elettorali hanno però le gambe corte, e di fronte agli arrivi senza fine adesso ci si inventa persino fantomatici atti di guerra contro l’Italia e chi la governa, come ha detto ieri Salvini.

Il solito giochino di cercare alibi ai propri errori di fondo. A cominciare da quello che la premier ci riproporrà ancora oggi, andando a baciare la pantofola al leader ungherese Orbán, massimo riferimento di quel sovranismo che non vuole la ripartizione degli immigrati tra tutti gli Stati. Così diventa logico che le altre cancellerie d’Europa ci scarichino, lasciandoci sempre più isolati nella gestione del problema. Un dramma di dimensioni bibliche che l’Italia non può affrontare da sola, ma che sta facendo di tutto per peggiorare.