L'Editoriale

Grandi città in regalo al Premier

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Il Centrodestra a Roma e Milano si è arreso senza sparare un colpo. Con i due candidati imposti dall’alto, senza un briciolo di partecipazione di elettori e quadri locali, la coalizione rischia di non arrivare nemmeno ai ballottaggi. Parisi e Bertolaso sono due extraterrestri peggio di Ignazio Marino, il primo mal sopportato dalla stessa base dei partiti che lo sostengono, mentre il secondo correrà per il Campidoglio inseguito dal processo cosiddetto “Grandi rischi bis”. Scelte fragili, maturate al termine di una giostra di nomi degna di Scherzi a Parte: da Rita Dalla Chiesa a Irene Pivetti. Una volta contati i (pochi) voti, Salvini regolerà così i conti con il Cavaliere che ha scelto i due candidati, mentre il residuo mondo centrista rimasto nel Centrodestra si sposterà verso Verdini. Il dissolvimento, insomma, dell’area moderata costruita in venti anni da Berlusconi. Un’area ormai terra di conquista per il nuovo leader spuntato da Firenze. Con Grillo che schiera degli illustri sconosciuti, giusto per non vincere, le grandi città rafforzeranno Palazzo Chigi. Dove su Pil, occupazione e banche non se ne azzecca una. Ma sul potere non si perde un colpo.

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