L'Editoriale

I burocrati europei peggio dell’Is

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Passata la festa, gabbato il santo. Anche a Bruxelles si ragiona così, nonostante in questi giorni proprio la città belga non abbia nulla da festeggiare. Eppure ricorderete che sull’onda della strage di Parigi gli euroburocrati rimasero in silenzio. Di fronte a tutti quei morti non c’erano conti da fare. I governi – si disse – avrebbero potuto utilizzare tutti i soldi necessari per difenderci dal terrorismo, anche escludendoli dai vincoli di bilancio. Dopo appena una settimana dal Bataclan, mentre Bruxelles vive ancora nel terrore, ecco che gli stessi euroburocrati fanno già marcia indietro. Solo Francia e Belgio – dicono – potranno escludere dal deficit i fondi per la lotta al terrorismo. Gli altri no. Euroburocrati scemi erano, e dopo le bombe euroburocrati più scemi sono diventati. Il terrorismo islamico si è fatto uno Stato senza pensare ai confine di Iraq, Siria e Libia mentre i kamikaze che girano per l’Europa transitano dal Mediterraneo, si spostano con facilità da un Paese all’altro e hanno comunità che li proteggono dalla Gran Bretagna alla Germania e all’Italia. Si può essere allora così ottusi da pensare a una lotta a questo terrorismo a compartimenti stagni?

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