L'Editoriale

I giornali alleati della casta

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L’ultima senatrice beccata col bonus per le imprese danneggiate dal Covid, tale Marzia Casolati, della Lega, è una perfetta sconosciuta persino per chi segue attentamente tutte le cronache politiche. Una delle tante e dei tanti parlamentari che circolano nei Palazzi del potere senza contare nulla, impegnati soltanto a votare come decidono i loro leader e a mettersi in tasca lo stipendio.

In tutto l’altro tempo che rimane, questi peones preparano discorsi che neppure in Aula ascolta nessuno, inciuciano e vanno a spasso per Roma, se non si dedicano ad altro, come rubare. Naturale, dunque, che un Paese dotato di buona stampa ed elettori informati non veda l’ora di mandare a casa questa pletora di deputati e senatori. Ma in Italia giornali e tv sono i primi responsabili del disorientamento dei cittadini, e non a caso da tali pulpiti è partita una massiccia opera di convincimento a favore di questi poveri cristi, improvvisamente scoperti indispensabili per garantire la rappresentanza di tutti noi nelle istituzioni, e di conseguenza nientepopodimeno che la democrazia.

Ovviamente questa è un’immensa stupidaggine, che pertanto non meraviglia sia raccontata dai giornali di destra e dei grandi editori in perenne conflitto d’interessi, dove sono di casa signori attaccati da decenni alla poltrona. Più sorprendente che la stessa battaglia la faccia Repubblica, giornale un tempo progressista, ma che così rivela plasticamente quanto di fronte ai porci comodi della casta ormai destra e sinistra pari sono.

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