L'Editoriale

I leader si vedono adesso

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La maggioranza che va sotto alla Camera, dove 5 Stelle e Lega hanno un margine larghissimo sulle opposizioni, è il segnale peggiore che l’Italia possa dare mentre l’Europa si prepara a infilzarci, bocciando la Manovra economica. I giochetti di un manipolo di parlamentari senza la statura necessaria per una battaglia epocale tra spread e democrazia rischiano di costarci caro. Nessuno ignorava a cosa andavamo incontro, il fuoco di sbarramento che sarebbe partito da Bruxelles, la reazione dei mercati. Affermare il diritto del nostro Paese a spendere un po’ di soldi in più rispetto ai vincoli di bilancio, giusto per uscire dalle strettoie del rigore con cui si è impoverito mezzo Continente, era logico che avrebbe presentato il conto. Per chi non ricordasse, nel 2011 fu deposto il Governo Berlusconi e poi arrivarono Monti e la Fornero. Ecco, dopo aver sventolato per mesi il mantello rosso davanti ai commissari Ue, facendoli imbufalire come tori, siamo a un passo dalla riedizione di quello stesso incubo. Perciò Di Maio e Salvini devono mostrare adesso tutta la loro leadership, smetterla di essere loro stessi i primi a punzecchiarsi e mettere in riga i loro schieramenti in Parlamento. Un epilogo che non lascia scelta perché quando il gioco si fa duro solo i duri possono giocare, e alla fine tra Juncker e il nostro Governo vincerà uno solo. Di Maio e Salvini hanno dalla loro la forza di un popolo e della democrazia. Per questo possono vincere. Ma se nelle loro truppe ci sono disertori e mercenari, non c’è scelta che fermarsi e tornare a baciare la pantofola alla Merkel e Macron.

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