L'Editoriale

I miracoli che la Chiesa non vede

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Il Governo italiano compie un autentico miracolo: riesce a far sedere allo stesso tavolo a Palermo i protagonisti della guerra civile in Libia, offrendo una speranza per stabilizzare una regione dove c’è ancora l’Isis, e qual era ieri lo sport preferito di quasi tutti i giornali online nazionali? Ma ovviamente dare addosso a Conte e ai suoi ministri, ai quali persino la Conferenza episcopale ha chiesto di porgere l’altra guancia, giusto per completare il lavoro di Istat, Corte dei conti e Ufficio parlamentare di bilancio. Un fuoco concentrico di contestazioni alla Manovra che avrà fatto la felicità della Commissione Ue, alla quale oggi Palazzo Chigi invierà la spiegazione dettagliata della nostra Legge di bilancio; una norma che a Bruxelles adesso sarà più facile contestare, grazie alle valutazioni ultra-pessimistiche che ci confezioniamo in casa da soli. E dire che se scindessimo i fatti dalle opinioni, ieri l’Italia di miracoli ne ha fatti due. La Carige, una delle maggiori casse di risparmio del Paese, ha chiesto 400 milioni per non saltare, e la prima crisi bancaria del governo gialloverde è stata subito disinnescata grazie all’intervento del Fondo interbancario. L’Italia, insomma, ha anticorpi potenti con cui reagire alle sciagure, ma tanto per i commissari europei quanto per i nostri stessi enti di valutazione non siamo mai all’altezza di niente; neppure di mettere due conti in croce e presentare una Manovra scritta correttamente. Una diffidenza, sia chiaro, di cui hanno qualche colpa anche i giornalisti, e chi di questo Paese racconta solo quello che vuole.

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