L'Editoriale

I privilegi di chi ha santi in Paradiso

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di Gaetano Pedullà

Oggi in alcune periferie romane sarà un giorno di paura. Nemmeno un anno fa quei quartieri furono allagati, con scene e danni identici a quelli appena visti a Genova o a Carrara. Dopo le inondazioni, Regione e Protezione civile promisero interventi. Non è stato fatto niente. Se pioverà come annunciato, gli abitanti perderanno di nuovo ogni cosa. Lo Stato ha tradito i suoi impegni e non può essere perdonato per il solito alibi che non c’erano i soldi. Perché se si vuole davvero di soldi se ne possono trovare tanti. Tagliando gli sprechi, è chiaro, ma anche facendosi dare il giusto da quei privilegiati con tanti santi in Paradiso da riuscire a ottenere ancora immensi regali. Il caso dei padroni del Gratta e vinci è emblematico. La società che ha le ricche concessioni è scappata all’estero portandosi quella che è oggi una tassa sulla povertà. In un Paese dove i normali contratti vietano di subaffittare un immobile, si può invece trasferire una concessione governativa che vale miliardi senza che i Monopoli o il Tesoro dicano nulla. Perché? Quanto pesano le lobby? Perché se la politica dorme (o fa di peggio) la magistratura non interviene? Non meravigliamoci poi se l’Italia affonda.

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