L'Editoriale

Il buonsenso bestia nera dei tuttologi

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp

Che differenza c’è tra la Banca centrale europea che aumenta di 80 miliardi gli acquisti del nostro debito pubblico e il premier Giuseppe Conte che allenta le restrizioni sugli spostamenti durante le feste? In entrambi i casi sono tutti contenti, ma sul Governo ieri abbiamo già visto chi sparava contro – soprattutto nei talk show in tv – perché la modifica a un dpcm varato appena una settimana fa dimostrerebbe – dicono – la scarsa lungimiranza del provvedimento, e quindi del Presidente del Consiglio e di tutto il cucuzzaro giallorosso.

In realtà però le due notizie – Bce e deroghe al divieto di spostarsi tra località vicine – hanno in comune una stessa cosa di fondo: sono azioni che seguono e si adeguano all’andamento della pandemia, sia dal punto di vista sanitario che da quello macroeconomico. Il bazooka di Francoforte caricato per la prima ondata del virus, deve essere rafforzato a fronte della prosecuzione dei contagi e dei decessi. Quindi si agisce sul rubinetto, immettendo più massa monetaria nel sistema.

Parallelamente, fatto il punto giorno per giorno sulla situazione degli ospedali, sulla pressione psicologica nelle famiglie costrette da tempo a vivere distanziate e sulle novità riguardo all’autorizzazione e all’arrivo dei vaccini, si rimodulano le regole. Una leggera apertura che non vede d’accordo il ministro della Salute, Roberto Speranza, mentre Di Maio ha spinto l’Esecutivo a consentire almeno le visite tra parenti che vivono in città vicine.

Si naviga a vista, dicono i tuttologi che per grazia divina non abbiamo al governo del Paese, ma in realtà si segue col maggior buonsenso possibile una tragedia che fa ancora oltre ottocento morti al giorno in Italia e decine di migliaia in tutto il mondo. Un atteggiamento poco ideologico e molto responsabile. Forse non sufficiente a fermare la pandemia, ma di sicuro più efficace di chi dice la mattina apriamo tutto e la sera chiudiamo. Aggiungendo al dramma della malattia anche la confusione e l’ansia tra i cittadini.

Gli ultimi editoriali

Dopo Conte c’è ancora Conte

Non è stato limpido nemmeno nell’aprire la crisi. Ritirate dal governo le sue ministre e il sottosegretario Scalfarotto, Renzi prima ha vomitato ogni accusa possibile

Continua »