L'Editoriale

Il Meeting e la fede così confusa

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Non c’è più religione. E se a certificarlo è niente di meno che il Meeting di Comunione e Liberazione c’è da crederci. Riassumiamo per chi aveva di meglio da fare e si è perso le puntate precedenti. Alla passerella del movimento che ogni estate fa da barometro del potere nel nostro Paese è passato due giorni fa il leader dei centristi Angelino Alfano. Ora sappiamo tutti che questo signore è in Parlamento con i voti del Centro Destra e sta al governo da inizio legislatura con la Sinistra, ma formalmente il suo ruolo è quello di alfiere di quell’area cattolica che almeno le parole del Papa dovrebbe ascoltarle. Se però il Santo Padre intralcia la salvezza delle poltrone allora tanti saluti pure al Vaticano, e dunque proprio a Rimini il ministro ha comunicato che sullo Ius Soli adesso c’è un problema di opportunità. Venerdì invece la platea ciellina si è acquattata ai piedi di Fausto Bertinotti, prototipo dei comunisti che mangiavano i bambini, e alla concessione di poter cercare “la radice della vita” sono partiti applausi e cori da stadio. La Fede sarà granitica, ma i fedeli sono confusi.

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