L'Editoriale

Il prezzo inevitabile delle riforme

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Scenari. Sotto l’ombrellone in vacanza di che volete che si parli? E gli scenari della politica italiana sono principalmente tre. Il primo: alla ripresa dell’attività parlamentare si naviga a vista come sempre, ci scappa l’incidente e Renzi prende la palla al balzo per andare subito al voto. Dentro c’è l’incognita Mattarella, ma con l’economia che ristagna e le opposizioni che crescono al premier conviene certamente non dare altro vantaggio ai suoi avversari. Secondo scenario: si fa resuscitare il Nazareno. Duemila anni fa è riuscito, perché non provarci pure ora, offrendo a Berlusconi un nuovo patto sotto al tavolo? Non a caso da alcuni giorni il Pd “renziano” manda evidenti segnali di apertura a Forza Italia. Difficile però che i Berluscones questa volta ci caschino gratis. Terzo scenario: Forza Italia non potrebbe non appoggiare le riforme se fosse impegnata direttamente nell’Esecutivo. Tradotto: a casa un po’ dei ministri peones indicati da Alfano o da partiti che non ci sono più come Scelta civica, e largo agli spasimanti azzurri con un Renzi bis. La sinistra Pd si scandalizzerà, però le riforme stavolta si faranno sul serio.

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